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90 anni fa la firma dei Patti Lateranensi. Cosa sono e come sono cambiati?

Si celebra oggi il 90/mo anniversario della firma dei Patti Lateranensi, l’accordo tra l’allora Regno d’Italia e la Santa Sede per il superamento della questione romana, aperta con la presa di Roma il 20 settembre 1870. Era l’11 febbraio 1929 e a firmare l’intesa nel Palazzo del Laterano da un lato il capo del governo italiano Benito Mussolini, dall’altro il Cardinale Pietro Gasparri, Segretario di Stato di Papa Pio XI. 

Nel dettaglio i Patti Lateranensi – composti da un trattato, un concordato ed un accordo finanziario – riconoscevano l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede e la contestuale nascita dello Stato della Città del Vaticano di cui il Romano Pontefice è Sovrano. Veniva previsto un risarcimento economico alla Chiesa dopo l’espropriazione dei beni ecclesiastici a seguito della presa di Roma; il governo italiano adeguava poi le sue leggi sul matrimonio conformi a quelle della Chiesa Cattolica; la religione cattolica veniva inoltre riconosciuta come religione di Stato in Italia ed infine si dichiarava la sacralità della città di Roma.

Il Parlamento Italiano approvò l’accordo con una maggioranza schiacciante. Due i voti contrari alla Camera – allora composta solo da deputati fascisti – e sei in Senato. 

I Patti Lateranensi sopravvissero alla caduta del fascismo, alla Seconda Guerra Mondiale e all’avvento della Repubblica Italiana. 

L’Assemblea Costituente inserì nella nuova Carta Costituzionale – in vigore dal 1948 – i Patti Lateranensi. E all’articolo 7, infatti, si legge che “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”.

Come è noto nel 1984 si giunse alla firma della revisione del Concordato – ma non del Trattato – tra l’allora Presidente del Consiglio Craxi e l’allora Segretario di Stato di Giovanni Paolo II, il Cardinale Casaroli. Nel dettaglio venne abolita la clausola che dichiarava il cattolicesimo religione di Stato e veniva inserito il finanziamento del clero attraverso il meccanismo noto come 8×1000. 

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