lunedì , maggio 20 2019
Home / Economia Finanza / AllianzGI: The week ahead

AllianzGI: The week ahead

Le prospettive dell’economia globale si sono offuscate. Nelle ultime settimane sia l’OCSE che la Banca Centrale Europea hanno tagliato le previsioni di crescita e inflazione.

La Federal Reserve e la Bank of Japan potrebbero seguire a breve. Come già osservato, uno dei motivi principali del rallentamento mondiale è la maggiore incertezza, in particolare sul commercio estero degli Stati Uniti e sull’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

Tuttavia, malgrado le pressioni sugli scambi e sulla produzione manifatturiera (cfr. Grafico della settimana), vi sono ancora notevoli aree di solidità. In molti Paesi – fra cui USA, Regno Unito, Germania e Giappone – la disoccupazione è intorno ai minimi degli ultimi decenni. Questa situazione contribuisce ad accrescere la ricchezza delle famiglie e costringe le aziende a pagare stipendi più alti. Fondamentale per gli investitori è l’impatto di questi trend sugli utili societari.

Se le imprese non riescono a trasferire l’aumento dei costi ai clienti (una dinamica non ancora evidente nei recenti deboli dati di inflazione), i profitti possono ridursi. Bisogna vedere quindi se i consumatori andranno oltre l’incertezza e, incoraggiati dall’aumento retributivo, “ricambieranno il dono”.

La settimana prossima

La settima prossima saranno pubblicati numerosi dati importanti. In Giappone sapremo se produzione industriale, attività manifatturiera, importazioni ed esportazioni hanno subito un’ulteriore contrazione in gennaio e febbraio.

Nel Regno Unito gli investitori saranno ancora concentrati sulla Brexit, date le votazioni parlamentari previste prima della scadenza del29 marzo. Usciranno inoltre i nuovi dati su prezzi delle , salari settimanali medi e vendite al dettaglio, nonché un aggiornamento sulla politica monetaria della Bank of England.

In Germania saranno sotto i riflettori le condizioni manifatturiere e le attese economiche. In febbraio l’attività manifatturiera ha registrato la contrazione più rapida degli ultimi tre anni, ma di recente le attese sono migliorate. Nell’Eurozona gli indicatori da monitorare sono costo del lavoro, produzione edilizia e dati preliminari sulla fiducia dei consumatori e delle imprese manifatturiere in marzo.

Negli USA, quest’anno, i dati economici hanno fatto notizia a causa del cattivo tempo e del blocco delle attività amministrative. Per settimane gli investitori non hanno avuto informazioni, data la cancellazione o il rinvio della pubblicazione di dati importanti. Finito il periodo di blackout, l’economia si è rivelata generalmente più debole di quanto si pensasse.

Mercoledì, alla riunione sulla politica di bilancio e sui tassi di interesse, i funzionari della Federal Reserve dovrebbero riconoscere il deterioramento in atto. Sebbene sia improbabile un taglio dei tassi immediato, la Fed potrebbe rivedere al ribasso le proiezioni di crescita e inflazione, ribadendo con forza l’opportunità di un approccio “paziente”. Giovedì saranno aggiornati gli indicatori anticipatori relativi all’economia americana, deboli da diversi mesi.

Active is: tenere conto dei fattori tecnici

I nostri modelli di analisi tecnica segnalano ancora una temporanea prudenza nel posizionamento sul mercato azionario globale.

I titoli USA stanno testando importati livelli di resistenza dopo l’inizio d’anno più brillante degli ultimi quattro decenni. Se la maggior parte dei settori più difensivi ha già superato la media mobile a 200 giorni, le aree cicliche potrebbero avere ancora un potenziale di rialzo. Le società europee molto esposte ai mercati emergenti evidenziano performance positive grazie al mutamento del sentiment a favore dei Paesi in via di sviluppo, e il dollaro ha recuperato dopo aver toccato importanti livelli di supporto. Sui mercati delle commodity, il petrolio vede una forte resistenza; i metalli industriali sembrano prossimi a un recupero, mentre i metalli preziosi hanno perso slancio.

Greg Meier – Senior US Economist Diector – Allianz Global Investors

Leggi Anche

Francia o Germania: chi la spunterà per il successore di Draghi alla Bce?

Roma, 19 mag – Nel giro di qualche settimana i capi di Stato o di governo …