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Altro che Italia, al mare i russi ora vanno in Nord Corea | Notizie ...

Altro che Italia, al mare i russi ora vanno in Nord Corea | Notizie …

Bambine nordcoreane alla cerimonia di apertura della colonia infantile internazionale di Songdowon. Fonte: AP

Aleksandr Golovko, un direttore marketing originario di Khabarovsk (città dell’Estremo oriente russo, 8.550 chilometri ad est di Mosca, ndr), ha preso la decisione di visitare la Corea del Nord, per vedere con i suoi occhi come stanno le cose là.

È tornato su di giri: “È un altro mondo, senza cellulari, e dove la gente è sempre felice”, ha detto alla giornalista Darja Mikolaichuk del giornale online russo, basato in Lettonia, Meduza.

Certamente anche lui sa che quello che ha visto è solo una faccia della medaglia, ma in ogni caso ha già deciso che passerà pure le prossime vacanze in Corea del Nord, andando a sciare nel resort di Masikryong, inaugurato nel 2014. I nordcoreani sostengono che questo complesso sciistico, con dieci piste e 60 impianti sportivi, non ha niente da invidiare alle strutture migliori in giro per il mondo. Il pass per un giorno costa circa 85 euro, ma i turisti per ora scarseggiano.

Kim Chol-Nam, 30 anni, posa per un ritratto al resort sciistico di Masikryong, nei pressi di Wonsan. Fonte: AP

Turisti del totalitarismo

Elena, direttrice di una agenzia che vende tour in Corea del Nord, dice che almeno cinque persone al mese comprano il pacchetto turistico per Masikryong. Oltre allo sci, l’agenzia organizza nel Paese tour di golf, trekking, matrimoni e battute di caccia.

Ma molte persone pensano ancora che sia pericoloso viaggiare da queste parti. La giornalista Nadezhda Arsenieva ricorda quando una sua collega si è vista puntare contro il fucile da una guardia di frontiera, perché aveva osato sporgersi dal finestrino del treno con una macchina fotografica.

Le “guide” seguono i turisti passo a passo, proibiscono di fotografare tutto ciò che non deve essere visto e di entrare in contatto con la gente del posto. Nonostante ciò, la Corea del Nord sta cercando di diventare un polo di attrazione turistica per tutto l’Oriente. Fonti sudcoreane dicono che i loro cugini del Nord vogliono incrementare il numero di visitatori fino a un milione di persone nel 2017 e a due milioni entro il 2020. Un bel balzo in avanti, se consideriamo che nel 2012 solo 4.000 persone hanno visitato la Corea del Nord, salite ad appena 12.000 nel 2014. Provenendo da un Paese confinante, i russi potrebbero godere di tariffe più vantaggiose di altri stranieri.

Il complesso sciistico di Masikryong, inaugurato nel 2014, ha 10 piste e 60 impianti sportivi. Fonte: AP

Paradiso rosso

Secondo Natalia Kochugova, rappresentante ufficiale della Regione del Primorskij (la Regione del Litorale, che ha come capoluogo Vladivostok, e che a Sud confina appunto con la Corea del Nord, ndr), le vacanze nella patria di Kim Jong-un sarebbero molto popolari tra i membri del Partito comunista russo, anche perché là si può vedere il vero potere dell’ideologia. “Le persone in Corea confidano davvero nel proprio leader”.

La Kochugova si dice certa che in Corea del Nord non ci siano problemi di sicurezza, “a meno che tu non ti comporti come uno stupido e non segua le regole”. È convinta che anche a Otto Warmbier (lo studente americano arrestato per aver sottratto un poster in un albergo, condannato a 15 anni di lavori forzati e recentemente morto, ndr) fosse stato spiegato per tempo cosa è permesso fare e cosa è vietato.

La lobby dell’albergo del resort sciistico Masikryong. Ha 120 stanze e la torre più alta è di nove piani. Fonte: AP

Non sono solo gli adulti a visitare la Corea del Nord. Ogni anno diversi gruppi di bambini russi sono mandati in colonia dai genitori a Songdowon. Due settimane costano sui 590 euro.

Eva, una bimba che ha passato le vacanze estive in questa colonia, dice che i bambini russi sono tenuti separati da quelli nordcoreani, ma la sera possono ballare tutti assieme. Racconta che si scambiavano anche dei messaggi scritti, con l’ausilio di un traduttore. Molti nordcoreani studiano in collegi dove non hanno nessun giorno libero e ad Eva è molto piaciuto come sono educati.

Un bambino gioca a coprire di sabbia un ragazzo russo al “Songdowon International Children’s Camp”. Fonte: AP

Resort balneari di lusso

Un altro modo per raggiungere la Corea del Nord è via mare. Il Man Gyong Bong 92 è un traghetto che trasporta turisti da Vladivostok alla Corea del Nord.

Marina Ogneva, che in passato aveva anche studiato in Corea del Sud, ha viaggiato a bordo di questa imbarcazione e ha raggiunto il resort marino di Rajin, dove una settimana tutto incluso costa 440 euro. È rimasta assolutamente soddisfatta della vacanza e ora tiene un videoblog che si intitola “Andiamo in Corea”. 

“Avevo sempre sentito dire che la gente là fa la fame. Ma a noi ci hanno dato un sacco da mangiare. C’è molta propaganda, ma per il resto sono state delle normali vacanze. La gente è molto carina là».

La compagnia di viaggio Fregat Aero fornisce ai clienti delle brochure con le regole da rispettare in Corea del Nord. I turisti devono portare regali alle loro guide. Profumo e cosmetici per le donne, alcolici e sigarette (ma non americane) per gli uomini. È severamente vietato fotografare i militari, parlare di religione o dire che all’estero si vive meglio.

Turisti si godono il panorama della costa nella zona del Monte Kumgang, la “Montagna dei diamanti”. Fonte: AP

“Sapevamo dove stavamo andando. Abbiamo sempre ascoltato le guide con attenzione, ci siamo inginocchiati a ogni monumento dei leader, lasciando in offerta un biglietto da dieci euro. Certo alla fine tutto questo ormai era irritante”.

Anche Maria, studentessa e parrucchiera a Vladivostok, si è fatta una vacanza di mare in Corea del Nord e racconta della tintarella in spiaggia, dei tanti bagni fatti e dei piatti di pesce molto economici che ha mangiato. Senza cellulare e senza nessuna fabbrica attorno sembrava il posto ideale per staccare la spina. Ma le “guide” erano onnipresenti, tenevano continuamente d’occhio i turisti e certo non si distraevano neanche un secondo per una nuotatina.

Cameriere nordcoreane servono ai tavoli la cena in un’hotel della zona turistica del Monte Kumgang. Fonte: AP

“Avevamo piena coscienza del posto in cui viaggiavamo e del fatto che non ci sarebbe stato mai un attimo di libertà, ma qualsiasi cosa cercassimo, ci imbattevamo in qualcosa di proibito”, racconta Maria. “Un giorno in spiaggia c’era un ragazzino e io volevo dargli delle caramelle, ma mi rendevo conto di quanto potesse essere pericoloso per lui accettarle e avere un contatto con un straniero. Così ne ho lasciate un pacchetto a circa cinque metri da lui. Ho visto come le prendeva e poi correva, attraverso un buco nella recinzione, verso le case del villaggio».

Bambine nordcoreane al “Songdowon International Children’s Camp”, una colonia per ragazzi. Fonte: AP

Sospetti su Sylvester Stallone

L’agenzia spiega che non bisogna portare nessun materiale stampato. Si possono avere problemi anche per una vecchia pagina di giornale in cui si sono incartate le scarpe o le ciabatte. E ogni foto sul cellulare viene controllata. Quando Maria stava lasciando il Paese, il suo telefono cellulare è stato minuziosamente ispezionato dalle guardie di frontiera e uno degli agenti ha trovato un meme con Sylvester Stallone. All’attore avevano messo una triste e buffa pettinatura (una penosa frangetta sulla testa pelata) e campeggiava la scritta “Come gli sarebbe andata se fosse vissuto in Russia”). Dopo quel ritrovamento, l’ispezione sul telefono è andata avanti per oltre 40 minuti e la guardia continuava a cercare di capire in che rapporti Maria fosse con Stallone e a chiedere se nella memoria del telefono ci fossero suoi film.

Un po’ dopo, in ogni caso, quando già aveva fatto accomodare tutti sul treno, la guardia è entrata nello scompartimento e, parlando in russo, ha chiesto: “Amici, ma davvero non avete, per caso, qualche film americano? Muoio dalla voglia di vederne uno”.

L’articolo originale è stato pubblicato su Meduza

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