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Antonio Tajani: "Grazie Juncker, ma l'Italia ha bisogno di fatti". E su ...

Antonio Tajani: “Grazie Juncker, ma l’Italia ha bisogno di fatti”. E su …

“Bene il ringraziamento di Juncker, ma adesso gli italiani si aspettano i fatti. E poi teniamoci cara Schengen: il terrorismo non si combatte chiudendo le frontiere. Germania, Francia, Austria le riaprano…”.

L’approccio è sempre morbido, come è nel suo stile, senza spigoli se non per l’Ue che parla e non fa. Al telefono da Strasburgo, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani riflette con Huffpost sul discorso del presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker sullo ‘Stato dell’Unione’. Piccole luci, ombre pesanti sull’Ue e tanti, ma tanti auspici per il futuro.

Juncker ha ringraziato l’Italia per gli sforzi nella gestione dei flussi migratori. Magari però poteva essere più esplicito a richiamare quei paesi dell’est che hanno di fatto affossato il suo piano sulle ‘relocations’. O no?

I complimenti vanno bene, però l’Unione Europea deve fare di più sull’immigrazione. Non è questione di Commissione Ue, ma più generale. Ci sono stati dell’Unione che ancora non fanno nulla su questo tema. Anche Merkel è stata chiara sulla necessità di dimostrare solidarietà.

Quale può essere il prossimo passo, dopo la sentenza della corte di Lussemburgo che ha bocciato i ricorsi di Slovacchia e Ungheria contro le relocations? Questi Stati non hanno cambiato idea nemmeno di fronte a una sentenza giudiziaria.

Su pressione del Parlamento europeo, c’è una procedura di infrazione aperta nei confronti di questi Stati e, se non rispondono, la procedura andrà avanti. Ma poi l’Ue deve cambiare le regole di Dublino che obbligano paesi di primo approdo come l’Italia a concedere i permessi di asilo. Su questo c’è un ritardo inaccettabile dell’Europa. Mi auguro che le parole di Merkel sveglino il Consiglio europeo. Il Parlamento Ue fa la sua parte e il 12 ottobre approveremo un testo in commissione. Poi il Consiglio però dovrà fare la sua parte e lavorare ad una proposta. E poi sull’immigrazione bisogna ancora lavorare sulle rotte: abbiamo chiuso il corridoio balcanico, bisogna chiudere anche quello libico e avere una strategia per l’Africa. Insomma, bene il ringraziamento di Juncker, ma adesso gli italiani si aspettano i fatti.

Lecito aspettarsi una riforma di Dublino entro l’anno?

Lo auspico ma la vedo difficile. Spero che si realizzi nel 2018, sempre che il Consiglio si svegli e non rimanga nel suo immobilismo.

Il Pd dice che i paesi che non accolgono i migranti non dovrebbero accedere ai fondi Ue. E’ una proposta realistica secondo lei?

Dico che è ragionevole che i soldi dei fondi europei siano utilizzati per i ricollocamenti. Ci sono fondi non utilizzati per 3 miliardi di euro: se i paesi ‘ribelli’ non fanno il loro dovere, mi sembra giusto che questi soldi siano utilizzati per risolvere il problema immigrazione.

D’accordo sulla proposta di Juncker di unificare in una persona sola la presidenza della Commissione, Consiglio e Parlamento Ue e sottoporla al controllo democratico dell’Europarlamento?

L’ho lanciata io all’inizio dell’anno, non posso che essere favorevole al presidente unico. Ma dico no alle liste transnazionali, il dibattito è aperto, ci sono dei pro e dei contro, ma comunque se il governo italiano fosse favorevole dovrebbe porsi il problema anche di una riforma della legge elettorale europea.

Complicato, visto che in Italia non si riesce a riformare nemmeno la legge per il Parlamento italiano… Ma Juncker ha anche lodato Schengen come uno dei sogni realizzati nell’Ue. Peccato che ora sia a rischio: paesi come Germania, Francia, Austria, che si vedono scadere le restrizioni alle frontiere adottate per terrorismo e migrazioni, ora vorrebbero una riforma per confermare questi controlli. Cosa ne pensa?

Io non credo che la lotta al terrorismo si faccia erigendo muri. Come è stato dimostrato negli attentati che hanno colpito l’Europa, i terroristi non vengono dall’esterno, bensì hanno un passaporto europeo, spesso dello stesso paese colpito dall’attentato. Sono insomma cittadini belgi, francesi, britannici, con tutto che il Regno unito non è più in Schengen.

Dunque no alla riforma di Dublino, anche se lo chiedono paesi forti come la Germania e la Francia?

Dovrebbero riaprire le frontiere allo scadere dei rinnovi temporanei (a novembre, ndr.), a meno di stati di emergenza particolari.

Juncker propone anche un ministro delle finanze unico per tutta l’Europa e un fondo monetario europeo. Proposte ambiziose ma forse di difficile realizzazione…

Mi auguro che siano prese in considerazione almeno nel lungo termine. Certo devono essere inserite in un contesto di riforme. Se il fondo salva-Stati deve diventare un fondo europeo deve esser posto sotto il controllo del parlamento europeo per una verifica democratica. Quanto al ministro unico, servono le condizioni. Sono d’accordo con Juncker quando dice che deve essere un commissario sul modello dell’Alto commissario per la politica estera, ma questa scelta deve essere accompagnata da un’armonizzazione fiscale tra i paesi Ue. Insomma, la riforma deve essere completa: l’accesso al credito è una buona cosa in prospettiva, ma serve che sia accompagnata da una vera cornice di riforme.

Mi permetta una battuta: il suo suona anche come un programma elettorale da candidato premier del centrodestra…

Faccio il presidente del Parlamento europeo. Per il centrodestra italiano c’è Silvio Berlusconi.

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