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Autonomia. Galli: sarà riforma epocale che potrà portare sviluppo economico e competitività territoriale

(LNews – Milano) “La bozza d’intesa per l’autonomia è pressoché definita, aspettiamo solo che sia incardinata in un prossimo Consiglio dei Ministri, per quella che si preannuncia una riforma davvero epocale per il Paese”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura Stefano Bruno Galli, intervenendo, questa mattina, alla tavola rotonda dal titolo ‘Energia per PMI’, organizzata da Api (Associazione Piccole e Medie Industrie), in collaborazione con Edison.

AUTONOMIA REGIONI ORDINARIE PORTERÀ PAESE FUORI DALLA CRISI – “Solo una radicale federoregionalizzazione, con il riconoscimento di maggiore autonomia alle Regioni ordinarie, che vantano un rendimento istituzionale elevato – ha detto Galli – potrà incentivare lo sviluppo economico e produttivo e la competitività territoriale. Lo certificano tutti gli indicatori e le ricerche più recenti”.

PRESIDENTE FONTANA DETERMINATO – “Il presidente Fontana – ha concluso l’assessore regionale all’Autonomia – è determinato per chiudere positivamente questa partita. Ne parliamo spesso, visto che sono l’assessore all’Autonomia della sua Giunta, e riteniamo che finalmente le lunghe e proficue interlocuzioni con i Ministeri, riassunte nella nostra bozza di Intesa, debbano solo essere incardinate nell’ultima fase del percorso verso l’autonomia politica e amministrativa della nostra Regione”.

LEALTÀ COSTITUZIONALE – “Il nostro percorso – ha aggiunto l’assessore regionale all’Autonomia – a cominciare dal referendum del 2017, si fonda su una grande responsabilità istituzionale e su una sostanziale e innegabile lealtà costituzionale. Nessuna forzatura o richieste che esulino dalla Carta, proprio perché abbiamo massimo rispetto delle istituzioni. Anzi, semmai cerchiamo di far funzionare un articolo del Titolo V della Costituzione, quello relativo al regionalismo differenziato, rubricabile nell’ambito della Costituzione ‘inattuata’, come direbbe Calamandrei, perché sinora non è mai stato applicato. E’ paradossale che chi contrasta oggi, con motivazioni assai pretestuose e del tutto fuori luogo, il nostro percorso di autonomia, costituzionalmente legittimo, rimase in religioso silenzio proprio quando fu riformato il Titolo V nel 2001. Polemizzare a 18 anni di distanza non ha senso, bisognava polemizzare allora e criticare quella riforma, se non la si condivideva. In taluni casi i detrattori della nostra autonomia, nel 2001 furono tra i più convinti sostenitori della revisione del Titolo V e del regionalismo differenziato”.

NEGAZIONE AUTONOMIA ABBASSAMENTO STANDARD QUALITÀ – “La negazione dell’autonomia – ha sottolineato Galli – corrisponderebbe a un abbassamento degli standard di qualità. La Lombardia e l’Italia intera non possono permettersi di perdere competitività. Una ricerca di qualche anno fa ha dimostrato che se tutte le regioni italiane adottassero i medesimi criteri di spesa di Regione Lombardia vi sarebbe un risparmio di spesa pubblica di oltre 70 miliardi di euro. Questa è la strada da seguire. Se poi si volessero erogare dei servizi della medesima qualità, sarebbero necessari 50 miliardi di investimenti e il risparmio scenderebbe a quasi 25 miliardi di euro. Il regionalismo differenziamo nell’articolazione istituzionale del Paese esiste già ed è quello delle 5 Regioni a statuto speciale: ogni regione ha il suo statuto che riconosce margini di autonomia differenziata rispetto agli altri statuti speciali. Si tratta di un modello virtuoso, dove emergono chiaramente i differenziali di rendimento istituzionale“.

PIRAMIDE ROVESCIATA PER DARE PIÙ POTERI ALLA PERIFERIA – “Il trasferimento di risorse – ha evidenziato Galli – che viene citato da tutti in ordine alle nostre richieste di autonomia non intaccherà il fondo perequativo nè quello di solidarietà. Bisogna rovesciare la piramide con le regioni a statuto ordinario che sono nelle condizioni di richiedere maggiori margini di autonomia e trasferire maggiori competenze legislative e amministrative dal centro alla periferia, in sostanza quelle che abbiamo chiesto sin dal luglio scorso”.

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