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Banca Giappone critica teoria MMT, ma la applica da 30 anni

Il numero uno della Banca centrale del Giappone, Haruhiko Kuroda, critica la MMT, Modern Monetary Theory, bollandola come “estrema”. Dichiarazioni che sollevando un polverone sul web, visto che come ricordato alcuni osservatori, il Giappone pratica questa teoria da circa trent’anni.

“Penso sia una teoria estrema, che non dovrebbe essere accettata. Il governo ha la responsabilità della propria politica fiscale” ha spiegato Kuroda, parlando con i giornalisti, dopo la due giorni di riunione della BoJ, ricordando che il  debito del Giappone è molto alto ed è quindi importante che  migliori le casse pubbliche nel lungo termine.

Sulla base della MMT, quando uno Stato o un’altra autorità centrale emette la moneta con la quale stampa i propri titoli di debito, virtualmente ha sempre la possibilità di ripagare le proprie obbligazioni mediante monetizzazione dei deficit. 

Ne consegue il fatto che per poter finanziare gli investimenti pubblici utili per poter ridare slancio alla ripresa economica e alla domanda, lo Stato non sia costretto ad incrementare la pressione fiscale.

Questa teoria trova piena applicazione in Giappone, dove tra l’altro le politiche ampiamente espansive degli ultimi anni e confermate anche oggi hanno avuto poco o nessun effetto sull’inflazione.

Come ha scritto Gearoid Reidy su Bloomberg:

“Kuroda finalmente ha affermato che la politica monetaria moderna è un’ idea estrema. Ovviamente il Giappone ha praticamente applicato la MMT negli ultimi tre decenni, con un’eccezione cruciale: quando deve fingere di preoccuparsi davvero del debito”.

 

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