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Barachìa, la dolce stella romana ripiena di prugna - Top Notizie
mercoledì , dicembre 19 2018
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Barachìa, la dolce stella romana ripiena di prugna

Due semplici dischi di frolla ed una genuina marmellata di prugna sono gli elementi che compongono il delizioso dolce tradizionale di Genazzano, caratteristico borgo alle porte di Roma dove la ricetta della barachia viene tramandata da almeno 100 anni di generazione in generazione.

LA TRADIZIONE
Come spesso avviene per le ricette tramandate oralmente di madre in figlia, non è semplice ricostruire le origini del dolce tipico di Genezzano. Il solo nome, barachìa, così come la forma, hanno da sempre suggerito differenti interpretazioni che lo hanno indicato come ricetta ebraica, a causa delle punte di pasta frolla che ricordano la stella di David, o come un dolce importazione greca, a causa dell’etimologia del nome che ricorderebbe, appunto, un termine greco, o, ancora, come una specialità importata dagli scutarini, una popolazione di origine albanese insediatasi sul territorio di Genazzano. L’unica notizia certa è che questa deliziosa crostatina vanta un tradizione di almeno cento anni, epoca in cui lo zucchero divenne facilmente reperibile anche dalle famiglie meno abbienti.

LA DENOMINAZIONE
Secondo alcune interpretazioni, dunque, il termine barachia deriverebbe dal greco, ed in particolare dal sostantivo “barakos” che indicherebbe una focaccia o una piccola torta. A prescindere dalle reali origini della ricetta e del suo nome, questa specialità è, oggi, una delle più rappresentative della tradizione gastronomica di Genazzano e per questo ha meritato l’inserimento nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

LE CARATTERISTICHE
La barachia è una sorta di crostatina farcita con marmellata di prugna racchiusa in due dischi pasta frolla i cui lembi sono uniti insieme con una particolare tecnica che permette di ottenere la tipica forma con il bordo dentellato che ricorda una stella o una rosetta, la decorazione tipica delle facciate delle chiese romaniche, tanto che in molti attribuiscono al suo aspetto una valenza sacrale.

LA PRODUZIONE
Sono pochi, attualmente, i forni locali che ancora producono la barachia. Proprio per promuoverla e per preservarne la tradizione, la deliziosa crostatina locale è stata inserite nel progetto Arca del Gusto della Fondazione Slow Food.

LA CULTURA
A lungo la barachia veniva prodotta esclusivamente in occasione delle più importanti ricorrenze religiose, tra cui le feste patronali e il giorno del Corpus Domini. Fu proprio per questa usanza e per la forma simile alle decorazioni delle architetture religiose che venne da molti attribuita alla ricetta una simbologia sacrale.

IN CUCINA
Trovare le barachie non è più semplicissimo ed è praticamente impossibile al di fuori di Genazzano. Chi non ha la possibilità di visitare la bella località alle porte di Roma non può che provare a prepararle in casa. Una volta pronte potranno essere conservate in un sacchetto ben chiuso per circa 7 giorni.

La ricetta: Barachie di Genazzano. Ingredienti: 300 grammi di farina, 150 grammi di burro freddo (in origine era strutto), 6 cucchiai di zucchero, 1 uovo intero, 2 tuorli, Marmellata di prugne.
Preparare la frolla seguendo queste indicazioni quindi una volta pronta metterla a riposare in frigorfero coperta da un panno leggermente umido per circa 1 ora. Stendere la pasta ad un’altezza di 2.5 cm circa quindi ritagliare da questa 50 dischi: 25 devono essere grandi più o meno come una tazza da colazione e 25 devono essere grandi come un bicchiere da acqua. Versare al centro dei 25 cerchi più grandi un cucchiaio di marmellata e ricoprire con il disco più piccolo. Chiudere la barachia ripiegando la frolla che fuoriesce verso l’interno in modo da formare dei sacchettini. Spennellare le barachie con l’albume sbattuto e cuocere in forno già caldo a 200°-220° per 20/30 minuti verificando in base al forno. Sfornare, lasciare freddare e mangiare. (lacuochinasopraffina.it)

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IL TERRITORIO
Adagiato su uno sperone di tufo a 375 metri di altitudine, Genazzano è un borgo suggestivo che sorge al confine della provincia di Roma con quella di Frosinone. In questa cornice paesaggistica di grande suggestione è incastonato un borgo ricco di testimonianze affascinanti che spaziano dal poderoso castello sino alle numerose architetture religiose, tra cui il bel Santuario della Madonna del Buon Consiglio.
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