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Bauli: basta obiettivi brevi o legati al consenso, al Paese serve una visione

Le priorità alla politica

È su questa base che Bauli declina le sue priorità alla politica. «Deve smettere di esser divisa.

Meno duelli rusticani e più fatti concreti», chiede Bauli. Come sul fisco.

A Bauli chiedono della flat tax. Ma l’interesse sta altrove: «Abbiamo visto tanti interventi.

Invece abbiamo bisogno di una revisione complessiva. E il punto di partenza resta la tassazione sul lavoro da rendere più competitiva».

E poi i giovani, la formazione e l’emigrazione. «Dobbiamo partire dalla formazione – sostiene il presidente -.

Ci preoccupiamo tanto dell’immigrazione, che non è il problema principale, e non, invece, dei giovani che se ne vanno. Eppure quello che si spende in interessi sul debito pubblico è tanto quanto ci permettiamo in cultura e formazione».

Verona buon punto di partenza. Verona simbolo della questione industriale dell’Italia, come dice il presidente di Confindustria,Vincenzo Boccia, al suo arrivo in assemblea.

Lungo il doppio binario di quello che, nonostante le tante zavorre, funziona ancora. Ma anche rispetto alla tripla crisi del momento: Elcograf, le ex officine Mondadori, Mercatone Uno e Unilever-Knorr.

I dipendenti di quest’ultima, che rischiano il posto per la delocalizzazione in Portogallo dello storico dado da brodo, sono in sit-in davanti all’assemblea. «Dobbiamo affrontare le emergenze, ma andare oltre.

Un Paese non si governa gestendo solo le emergenze, ma guardando alla visione del futuro – sostiene Boccia -. E alla capacità di attrarre investimenti».

Ma il leader nazionale cita Verona, «specchio del Paese perché capace di mantenere un’identità territoriale ma con una visione aperta», anche come città-simbolo, da cui Confindustria, un anno fa, lanciò nelle sue assise in Fiera, il suo manifesto per le elezioni, in cui metteva l’Europa al centro. E poi ringrazia il suo vice, Giulio Pedrollo, l’ex leader degli industriali veronesi, a cui Boccia riconosce un merito fondamentale: «Ha gestito tutta la partita degli investimenti per il 4.

0. Molti si sono assunti la paternità di quel piano; noi ce ne assumiamo con certezza la maternità».

E da Verona Boccia ripete le priorità degli Industriali: infrastrutture, riduzione del peso di tasse e contributi sugli stipendi, mettendo da parte il salario minimo che va lasciato alla contrattazione, e un piano per l’inclusione dei giovani nelle fabbriche, tagliando gli oneri sui neo-assunti: «Sbloccacantieri e Decreto crescita sono stati primi passi. Ma ora bisogna passare dal contratto di governo alla visione di medio termine del Paese, mettendo al centro crescita e occupazione».

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