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Borsa italiana negativa, mercati in rosso su ipotesi dazi USA contro ... - Trend

Borsa italiana negativa, mercati in rosso su ipotesi dazi USA contro … – Trend

Borsa italiana negativa, mercati in rosso su ipotesi dazi USA contro Cina: FTSE MIB -1,85%.

Mercati azionari europei in netta flessione. Wall Street negativa: a ridosso della chiusura delle borse europee SP 500 -1,6%, Nasdaq Composite -1,4%, Dow Jones Industrial -1,5%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,85%, il FTSE Italia All-Share a -1,76%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,15%, il FTSE Italia STAR a -1,34%. I mercati azionari vengono penalizzati dalle indiscrezioni di stampa USA secondo cui l’amministrazione Trump sta preparando una raffica di dazi contro prodotti importati dalla Cina (controvalore di circa 50 miliardi di dollari): si teme quindi l’avvio di una guerra commerciale.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA Markit ha reso noto che nel mese di marzo l’indice PMI manifatturiero (preliminare) e’ salito a 55,7 punti da 55,3 punti del mese precedente (sotto i 56,0 del consensus), mentre l’indice PMI servizi (preliminare) è sceso a 54,1 punti da 55,9 (sotto i 56,1 del consensus). Il Conference Board ha comunicato che, nel mese di febbraio, l’Indice Anticipatore (Leading Indicator), che misura l’andamento dell’attivita’ economica statunitense nei prossimi 6-12 mesi, è cresciuto dello 0,6% su base mensile, risultando superiore alle stime degli economisti (+0,5%) e dal +0,8% di gennaio. L’indice prezzi abitazioni USA pubblicato dalla Federal Housing Finance Agency (FHFA) si è attestato, nel mese di gennaio, a 259,3 punti, superiore alla rilevazione precedente pari a 257,3 punti, in crescita dello 0,8% (consensus +0,4%). Su base annuale l’indice è salito del 7,3%. Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 15 marzo si sono attestate a 229 mila unità, superiori alle attese fissate a 225 mila unità e al dato della settimana precedente (226 mila unità). Nell’eurozona a marzo l’indice Markit PMI manifatturiero (preliminare) è sceso a 56,6 punti da 58,6 (sotto il consensus a 58,1), l’indice Markit PMI servizi (preliminare) a 55,0 da 56,2 (sotto il consensus a 56,0). In Germania e’ stato reso noto che l’indice IFO sul clima di fiducia delle imprese tedesche relativo al mese di marzo si e’ attestato a 114,7 punti, inferiore alle attese degli analisti (pari a 114,8 punti) e alla rilevazione precedente fissata su un indice pari a 115,4 punti. Nel Regno Unito l’ONS ha annunciato che il volume destagionalizzato delle vendite al dettaglio ha evidenziato nel mese di febbraio un incremento dello 0,8% su base mensile, risultando superiore alle attese degli analisti fissate su un indice pari a +0,4% e alla rilevazione precedente pari al +0,1%. Su base annuale le vendite hanno registrato una crescita pari all’1,5% in linea con la rilevazione precedente (consensus +1,3%). La Bank of England ha deciso di mantenere i tassi di interesse allo 0,50%. Il direttorio ha confermato a 435 miliardi di sterline il programma di riacquisto di asset finanziato con le riserve della banca centrale. Ieri sera il Federal Open Market Committee (FOMC, il comitato della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) ha alzato i tassi d’interesse di 25 punti base in un range dell’1,50-1,75% dopo avere fatto altrettanto in dicembre: si tratta del sesto incremento da quando nel dicembre 2015 la Fed è tornata ad alzare i tassi (dal 2006). Il FOMC ha anche alzato la stima sul PIL USA 2018 al 2,7% contro il 2,5% stimato in dicembre (successivamente è attesa però una frenata al 2,4% nel 2019 e al 2,0% nel 2020).

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