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Chiaro sì al compromesso fiscale per le imprese

BASILEA – I votanti di Basilea Città hanno detto sì a un compromesso cantonale sull’abbassamento della fiscalità delle imprese che prevede anche vari sostegni alla popolazione. I favorevoli sono stati il 78,78% del totale. La partecipazione si è attestata al 48,84%.

Il testo riguardava l’applicazione a livello cantonale del Progetto fiscale 17 (PF17) voluto dal Consiglio federale in seguito al fallimento alle urne della Riforma III dell’imposizione delle imprese.

Chiamato espressamente “compromesso” dalle autorità, esso introduce sgravi dell’ordine di 100 milioni all’anno per le imprese, accompagnati da 150 milioni di aiuti alla popolazione, sotto forma di abbassamento delle imposte sul reddito (70 milioni), assegni per i figli (70 milioni) e contributi ai premi delle casse malattia (10 milioni).

Tenendo conto di 100 milioni di contributi garantiti della Confederazione per le mancate entrate legate al PF17, la fattura raggiungerebbe per il Cantone 150 milioni di franchi l’anno.

Nella pratica l’aliquota massima d’imposizione sugli utili delle imprese scenderebbe dal 22 al 13%. Attualmente l’aliquota effettiva raggiunge in media il 12,6%, con le società a statuto speciale che versano fra il 7,8 e l’11%. Grazie ai cosiddetti “patent box” le imprese che fanno ricerca e sviluppo potranno beneficiare di un’aliquota minima dell’11%. Il tasso ordinario d’imposizione sul capitale è ridotto all’1 per mille, mentre l’imposta sui dividendi viene aumentata all’80%.

L’abbassamento delle tasse per le imprese è una compensazione per i privilegi finora concessi alle società a statuto speciale. La Confederazione vuole abolirli a causa delle pressioni dell’Unione europea. Attualmente sono domiciliate a Basilea Città circa 500 aziende simil, tra cui molti gruppi farmaceutici. Esse pagano circa mezzo miliardo di franchi di imposte e generano 32’000 posti di lavoro a tempo pieno.

La proposta di compromesso è stata approvata a larga maggioranza dal parlamento cantonale. La formazione di sinistra Basta! ha però lanciato con successo il referendum.

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