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Clima, giù le emissioni di gas serra in Italia: -1% in un anno

Alla vigilia dello sciopero mondiale per il clima, l’Italia può vantare un calo dell’1% nelle emissioni di gas serra nonostante l’aumento sia del Prodotto Interno Lordo che dei consumi energetici, come segnala l’inventario nazionale emissioni dell’Istituto per la Protezione e Ricerca Ambientale. La stima Ispra dell’anidride carbonica prodotta nel 2017nel nostro Paese è di 427.707.847 tonnellate, con una riduzione del 17,4% rispetto al 1990. I dati saranno presentati il 15 aprile al Segretariato della Convenzione sui Cambiamenti Climatici ed entro il 15 marzo all’Unione Europea, che elaborerà le stime a livello continentale. E che l’Italia sia tra le nazioni più virtuose nel calo delle emissioni di CO2 lo rivela anche uno studio appena pubblicato su Nature Climate Change, dove sono state confrontate la quantità di gas serra rilasciate a livello internazionale nel periodo 2005-2015. Nonostante le emissioni globali di CO2 da combustibili fossili e attività industriali siano aumentate in media del 2,2% all’anno nel decennio considerato, 18 nazioni tra cui l’Italia sono in felice controtendenza. Insieme all’Italia si sono distinte: Austria, Belgio, Olanda, Croazia, Finlandia, Romania, Irlanda, Bulgaria, Portogallo, Danimarca, Spagna, Francia, Svezia, Germania, Regno Unito, Ungheria, Stati Uniti.

«Abbiamo trovato tre fattori comuni in questi Paesi virtuosi, che complessivamente rappresentano il 28% delle emissioni globali di CO2 e hanno mostrato un calo medio del 2,4% annuo» spiega a Repubblica.it Corinne Le Quéré, docente di scienze del cambiamento climatico all’University of East Anglia, e autrice principale dello studio. «Il primo è che queste nazioni stanno facendo molto ricorso alle energie rinnovabili, rimpiazzando i combustibili fossili. Il secondo fattore è un calo progressivo del consumo di energia in questi Paesi, grazie anche all’efficientamento degli edifici e delle industrie. Il terzo fattore comune ai 18 Paesi è l’esistenza di un maggior numero di politiche ambientali tese a ridurre le emissioni». Infatti nel gruppo dei 18, in media si sono avute 35 nuove politiche ambientali sull’efficienza energetica (contro una media di 10 negli altri Paesi) e 23 nuove leggi sulle rinnovabili (contro una media di 11 negli altri Paesi).

«Un elemento aggiuntivo, anche se il suo effetto non è stato predominante in questo calo di CO2, è il rallentamento delle economie nazionali dopo la crisi finanziaria del 2008» osserva Le Quéré. Il fattore che ha fatto la differenza per l’Italia, spiega la studiosa, è piuttosto chiaro: «Il piano di azione nazionale per le energie rinnovabili del 2010 ha avuto un effetto molto netto nel moltiplicare le fonti di energia pulita e nel ridurre le emissioni» spiega Corinne Le Quéré.  «Se compariamo i grafici che mostrano il calo di emissioni, l’Italia ha una delle curve discendenti più ripide in assoluto. E’ vero che l’Italia è stata colpita seriamente dalla crisi del 2008, ma vediamo, nelle emissioni, curve discendenti simili, anche se meno nette, anche in nazioni che hanno retto meglio alla crisi economica: è questo che ci fa ritenere che la crisi non sia stata l’elemento principale nel calo complessivo della CO2 in questi 18 Paesi».

Il maggior contributo al calo delle emissioni nei 18 Paesi deriva dalla riduzione, nel budget energetico totale delle nazioni, della percentuale di energia derivata da combustibili fossili: conta in media per il 47% della riduzione della CO2. Segue il minor consumo energetico, che conta per il 36% del calo di emissioni. E’ risultato trascurabile, invece, a livello del gruppo di Paesi, il contributo della sostituzione di fonti fossili che rilasciano più carbonio, come il carbone, con fonti fossili a minor intensità di carbonio, come il metano. «Parimenti irrilevante sul calo emissivo nei 18 Paesi è stato l’effetto del rimpiazzare con l’importazione di certi beni la produzione locale, soluzione che in teoria aumenta le emissioni nei Paesi esportatori e le diminuisce in quelli che importano» sottolinea Le Quéré.  

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