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Egitto: referendum su riforma costituzionale il 22, 23 e 24 aprile

Il Cairo, 16 apr 19:39 – (Agenzia Nova) – Si terrà nelle giornate del 22, del 23 e del 24 aprile in Egitto il referendum sugli emendamenti alla Costituzione approvati oggi dalla Camera dei rappresentanti. Lo scrive il quotidiano statale “al Ahram”. Alle urne saranno chiamati 55 milioni di cittadini aventi diritto, mentre gli egiziani all’estero potranno votare nelle giornate del 20 e del 21 aprile. L’emendamento più importante riguarda l’articolo 140, modificato in modo da permettere al presidente Abdel Fatah al Sisi di restare virtualmente al potere fino al 2030. Il testo, infatti, prevede l’estensione del mandato presidenziale da quattro a sei anni, con effetto retroattivo rispetto all’attuale incarico del capo dello Stato. Al Sisi, in virtù dell’articolo transitorio 240, avrà inoltre la possibilità di candidarsi per un terzo mandato nel 2024.

L’articolo 150 prevede la reintroduzione della figura di uno o più vicepresidenti, le cui competenze saranno stabilite dal capo dello Stato. Quest’ultimo avrà potere di nomina e di esonero sui suoi vice, i quali saranno chiamati a prestare giuramento davanti al presidente. In caso di impedimento temporaneo all’esercizio delle funzioni, come si legge nel primo paragrafo del nuovo articolo 160, il presidente sarà sostituito da uno dei suoi vice o – in caso di assenza di questi ultimi – dal capo del governo. Lo stesso articolo 160 stabilisce inoltre che un capo dello Stato ad interim non avrà il potere di emendare la Costituzione, di sciogliere la Camera dei rappresentanti o il senato o di destituire il governo. Allo stesso modo, il presidente ad interim non potrà concorrere per le successive elezioni presidenziali.

Importanti modifiche per quanto riguarda il parlamento. L’articolo 102 riduce il numero di deputati della Camera dei rappresentanti da 596 a 450, con almeno il 25 per cento dei seggi (112) riservato a donne. L’articolo 244 stabilisce che “giovani, cristiani copti, persone con disabilità ed espatriati dovranno essere adeguatamente rappresentati alla Camera”. Viene inoltre istituita una seconda camera parlamentare, il Senato. Questo sarà dotato dell’autorità per “studiare e proporre iniziative parlamentari per consolidare la democrazia, promuovere la pace sociale, difendere i valori supremi, i diritti, le libertà e i doveri della società”, si legge nell’articolo 248. La nuova camera sarà composta da non meno di 180 membri, che dovranno essere necessariamente cittadini egiziani, laureati e di età non inferiore ai 35 anni. Non si potrà essere membri allo stesso tempo di Senato e Camera dei rappresentanti.

Profondi anche i cambiamenti al sistema giudiziario. In base al nuovo articolo 193, al presidente della Repubblica spetterà la scelta del presidente dell’Alta corte costituzionale tra cinque dei membri più anziani: in precedenza erano gli stessi membri a eleggere il presidente della corte. Allo stesso modo, il capo dello Stato nominerà il capo dell’Autorità dei commissari e i suoi membri. Inoltre, sarà lo stesso presidente a presiedere il neo-istituito Consiglio supremo delle autorità giudiziarie, organismo che avrà potere di nomina sui presidenti dei tribunali. L’articolo 200 conferma il ruolo centrale delle forze armate, che dovranno fare “esclusivo” riferimento allo Stato. “Nessun altro individuo, nessuna autorità e nessun gruppo potrà formare un’organizzazione militare o paramilitare”. I civili potranno essere processati da tribunali militari “solo in caso di attacco a strutture militari, basi militari, zone militari, confini, veicoli militari, armi, munizioni, documenti, segreti, fondi o fabbriche delle forze armate”. (Cae)

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