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Elezioni Italia, governo debole ci lascerà alla mercé dell'UE

Elezioni Italia, governo debole ci lascerà alla mercé dell’UE

ROMA (WSI) – Le elezioni italiane sotto attenzione dei mercati in considerazione anche del fatto che i populisti italiani, in primi M5S, hanno balenato l’idea di abbandonare la moneta unica. Secondo quanto scrive oggi Bloomberg, la terza economia più grande dell’area euro, abbandonando la moneta unica, potrebbe innescare uno scenario catastrofico completo di fuga di capitali, crisi bancarie e scompiglio nelle finanze pubbliche.

Ma cosa vogliono gli italiani? Secondo un sondaggio Eurobarometro condotto dalla Commissione Europea a novembre, il 59% degli italiani sostiene l’unione economica e monetaria con l’euro, con il 30% che è contraria. In tutta l’area dell’ euro, quasi tre quarti degli intervistati sono per l’euro, il punteggio più alto dalla primavera del 2004.

“L’Italia rimane il malato d’ Europa, e un parlamento diviso può lottare per affrontare i suoi problemi economici. Ciò che preoccupa è ciò che accadrà all’economia dopo le elezioni. Se otteniamo una grande coalizione, non sarà in grado di fare molto, e l’UE potrebbe cominciare a esercitare una pressione incredibile sull’Italia per ripulire le sue banche e ripagare il suo debito“.

Questa l’opinione di Erik Jones, professore di economia politica internazionale alla Johns Hopkins all’Università di Bologna. Intanto un altro illustre quotidiano economico, il Wall Street Journal indica il destino del rottamatore Matteo Renzi.

Tramontano le speranze di ritorno di Renzi, mentre il rottamatore d’Italia affonda nei sondaggi (…) fino alla scorsa estate i sostenitori di Renzi speravano di vederlo tornare alla guida di un governo dopo le elezioni. Ma da allora la sua popolarità è ulteriormente calata. (…) Nel tentativo di riconnettersi con gli elettori e di lustrare i suoi risultati come premier (…) la frammentazione dell’elettorato, sintetizzata dal calo del Pd nei sondaggi, riduce nettamente la possibilità che emerga un gruppo con una maggioranza parlamentare in marzo. Se nessuno vi riesce, il presidente Sergio Mattarella potrebbe chiedere ai maggiori partiti, inclusa Forza Italia dell’ex premier di centrodestra Silvio Berlusconi, di formare una grande coalizione con il Pd. Ma se i risultati del Pd saranno brutti, anche una simile coalizione potrebbe faticare a raggiungere una maggioranza, aumentando il rischio di nuove elezioni”.

 

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