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Formula 1 | Conosciamo meglio il rookie Alex Albon (Toro Rosso) –

Alex Albon, classe 1996, pilota anglo-thailandese che nel 2019 farà il suo debutto in Formula 1 alla guida della Toro Rosso. Reduce da un terzo posto nel campionato di Formula 2, il 22enne è uno degli astri nascenti della nuova generazione che sta sbarcando nella categoria regina.

Il ragazzo è indubbiamente talentuoso e ora avrà l’occasione di competere nell’olimpo del motorsport, al fianco del più esperto Daniil Kvyat. Sicuramente lo aspettano delle sfide ardue, soprattutto se si considera che non ha mai guidato una monoposto di Formula 1 e avrà solo quattro giorni di test prima dell’inizio della stagione, ma il giovane si è dimostrato calmo e al contempo eccitato per questo grande salto. Difatti, è stata proprio la casa di Faenza a farcelo conoscere un po’ meglio (dopo che noi di Circus F1 lo avevamo già presentato insieme agli altri rookie) con un video dove il debuttante risponde ad alcune domande da parte dei fan e noi ne abbiamo selezionate alcune.

La prima domanda rivolta al giovane anglo-thailandese è stata indirizzata ai suoi idoli e l’alfiere della Toro Rosso non ha dovuto pensarci molto: “il mio idolo è sicuramente Michael Schumacher in Formula 1, ero pazzo di Schumacher. Sin dall’inizio avevo la camera da letto rossa, portavo solo magliette rosse e da lì in avanti sono stato ossessionato, completamente ossessionato”. Ora Albon avrà l’opportunità di correre nella massima serie proprio dove la leggenda tedesca ha scritto svariate pagine di storia di questa disciplina e puntare a emulare il sette volte campione del mondo.

La seconda domanda ha interrogato il rookie sulla scelta del 23 come numero di gara invece del 46 con il quale correva sui go-kart e Albon ha spiegato chiaramente le sue ragioni: “ovviamente Valentino Rossi è il mio eroe insieme a Michael Schumacher. Semplicemente non volevo avere il suo stesso numero. Potrà sembrare un po’ ridicolo, ma penso che sia un po’ il suo numero e non volevo “andarci sopra”. Ho già avuto anche il 23 ed è sempre stato un buon numero per me, quindi ho pensato di poter scegliere anche questo”. Il 23 sarà dunque uno di quei nuovi numeri che si vedranno in griglia a partire dal Gran Premio di Melbourne e indubbiamente il pilota anglo-thailandese proverà a portarlo il più avanti possibile con la sua Toro Rosso.

La seconda domanda ha anche indagato su come il giovane passa il suo tempo libero e l’alfiere della scuderia italiana ha sottolineato il grado di preparazione necessario per un pilota a questi livelli: “onestamente la maggior parte è allenamento. Suona un po’ noioso ma è un po’ quello che facciamo. La maggior parte è solo allenamento e un po’ di tempo tranquillo con famiglia e amici. Poi gioco un po’ con la play station e la X-box, quindi mi svago anche con i giochi”. Sicuramente l’olimpo del motorsport richiede una preparazione ancor più intensa rispetto alle altre categorie e Albon è determinato nell’arrivare al Gran Premio di Melbourne il più pronto possibile. Inoltre, il rookie non perde le occasioni per allenarsi divertendosi, tornando un po’ alle origini con i go-kart.

La terza domanda ha ancora insistito sul voler sapere come si sta preparando l’anglo-thailandese per la sua prima stagione in Formula 1 con la Toro Rosso e il giovane ha rimarcato l’importanza dell’allenamento psico-fisico: “per la maggior parte allenandomi. Sono appena tornato da test per il collo, test cardiaci, esami del sangue, ecografie, tutto questo genere di cose, ovviamente cercando di potenziare questo collo il più possibile. Sarà impegnativo, quindi questo è l’obiettivo principale ora, avere il mio allenatore con me, semplicemente cercando di essere nella miglior forma possibile prima di Melbourne”. Un Albon che dunque è consapevole degli sforzi fisici che dovrà sostenere oltre a tutti gli altri e di conseguenza si focalizza sul prepararsi al meglio prima dell’inizio della stagione per poter affrontare tutto il resto al massimo delle sue potenzialità.

La quarta domanda è stata un po’ più creativa e ha chiesto al pilota anglo-thailandese come si descriverebbe in tre parole: “direi calmo, abbastanza calmo, silenzioso, molto, e concentrato… Sì suona bene”. Indubbiamente ad Albon servirà una buona dose di calma per affrontare gli impegni della Formula 1 senza accumulare troppo stress e soprattutto molta concentrazione per gestire ogni minimo dettaglio durante i weekend di gara. Riguardo al silenzio, il giovane dovrà mettere in conto gli appuntamenti fissi con i media e le comunicazioni essenziali con i membri del team, ma sicuramente ne è consapevole e ha già un po’ di esperienza.

La quinta domanda ha voluto sapere la pista sulla quale Albon è più eccitato di correre e il debuttante ha risposto con un circuito storico: “direi Suzuka. Gradisco molto la cultura giapponese e ovviamente è la gara di casa della Honda, ma anche il tracciato sembra davvero bello. Penso che sia una di quelle piste “vecchia scuola”, c’è quel tipo di tolleranza “nessuna pietà”: fai un errore e sei nel muro. Questo è il tipo di circuiti che mi piacciono”. È entusiasmante vedere che anche i piloti della nuova generazione ammirino e non vedano l’ora di competere sui circuiti storici dove il margine d’errore è quasi nullo, a differenza delle piste moderne caratterizzate dalle ampie via di fuga in asfalto. È una dimostrazione della volontà di questi giovani talenti di mettersi alla prova sui tracciati più insidiosi del mondo che hanno segnato la storia di questo sport e su cui si sono sfidati i più grandi campioni. Sarà decisamente curioso vedere come si comporterà il ragazzo anglo-thailandese e assistere al confronto con gli altri rookie.

La sesta domanda ha interrogato Albon sulla ragione della scelta di correre con la bandiera thailandese e non quella britannica: “ovviamente ho due nazionalità, ho entrambi i passaporti, ma in Formula 1 ne puoi scegliere solo uno, quindi sono andato per quello thailandese”. Il rookie diventerà così il secondo pilota thailandese nella storia della Formula 1 dopo Bira, che ha corso nella classe regina dal 1950 al 1954, ottenendo come miglior risultato un quarto posto e aggiudicandosi due gare fuori dal calendario. L’alfiere della Toro Rosso vorrà imparare il più possibile nella sua prima stagione e ambire a crescere fino ad arrivare a essere un assoluto protagonista, per poi tingere un po’ della storia di questo sport dei colori della Thailandia.

La settima domanda ha voluto far riflettere il debuttante sulla sfida più grande che pensa di dover affrontare quest’anno e Albon ha sottolineato la sua poca esperienza: “principalmente devo dire quella di arrivare a essere veloci abbastanza rapidamente. Abbiamo quattro giorni di test a Barcellona e non ho mai guidato una macchina di Formula 1 prima d’ora, quindi non ci sarà molto tempo prima di Melbourne e ovviamente queste macchine sono molto diverse da quelle della Formula 2: sono molto più veloci, quindi sarà tutta una questione di provare a essere veloce, conoscere la macchina e anche solo il volante”. Sarà dunque richiesta una notevole velocità d’apprendimento da parte del giovane anglo-thailandese, che sicuramente darà il massimo per imparare il più possibile e il più rapidamente possibile per poi crescere insieme alla squadra e fornire prestazioni di alto livello.

L’ottava domanda ha chiesto al rookie ciò di cui non vede più l’ora a parte il guidare e l’alfiere della Toro Rosso ha mostrato tutto il suo entusiasmo: “penso che guidare la macchina sia necessariamente la cosa principale. Forse viaggiare, penso che sia un po’ la cosa a lato. Andrò in America, non sono mai stato in America e in tutta quella parte e dopo anche in Asia come ho già detto, andare in Giappone e a Singapore, penso che sarà davvero bello”. Il pilota anglo-thailandese è dunque pronto ad affrontare ogni aspetto del Circus della Formula 1 e a viaggiare il mondo per inseguire il suo sogno.

La nona domanda ha interrogato Albon su cosa gli piace di più dell’Italia e l’alfiere della Toro Rosso ha risposto dimostrando un profondo apprezzamento: “il cibo, e le persone onestamente. Non lo sto dicendo solamente perché sono qua, altrimenti verrei macellato, ma sì il cibo ovviamente, lo sapete, pasta, pizza, tutte quelle cose salutari. E la passione, amo la passione nelle persone italiane. Ho vissuto in Italia per due anni perché nei go-kart è lì dove ci sono tutte le corse, è lì dove vai a correre, quindi ho passato il mio tempo qui”. Il ragazzo anglo-thailandese è dunque felice di fare il grande salto nella categoria regina con la scuderia faentina, sentendosi un po’ in una seconda casa dopo aver già speso parecchio tempo in Italia quando gareggiava con i go-kart e la Formula 1 era ancora lontana. Inoltre, la passione servirà indubbiamente a spronare il giovane debuttante, che però dovrà stare attento a non concedersi troppa pizza.

La decima domanda è stata curiosa di sapere la prima reazione di Albon quando ha sentito che avrebbe guidato per la Toro Rosso nel 2019 e il rookie ha raccontato chiaramente come l’ha saputo: “ero ad Abu Dhabi, era il lunedì dopo la gara, avevo avuto una brutta domenica a dire la verità, una brutta gara in Formula 2 – in quel weekend ho perso il campionato, ho concluso terzo invece che secondo nel campionato – ed ero al centro commerciale che stavo comprando delle scarpe. Ho ricevuto una chiamata ed era da Dr. Marko, quindi ho pensato: “Okay la situazione è abbastanza seria”. Ho risposto al telefono e lì è stato quando ho ricevuto la notizia, quindi ovviamente ero eccitato e la persona a cui l’ho dovuto dire per prima è stata mia mamma. Penso che lei sia sempre la prima persona a cui dire questo genere di cose e sì, questo è stato tutto”. Un Alex Albon quindi molto legato alla sua famiglia e che ha ricevuto la notizia del suo approdo alla massima espressione del motorsport in modo un po’ inaspettato, rendendo ancor più emozionante il realizzarsi di questo sogno per un ragazzo giovane che ci ha dedicato la vita.

L’undicesima domanda ha interrogato l’anglo-thailandese sulla serie junior più difficile in cui ha corso e il debuttante ha parlato proprio della categoria cadetta alla Formula 1: “direi che il mio primo anno in Formula 2 è stato difficile, non sono troppo sicuro sul perché ma semplicemente come anno non è stato uno facile per me. Ovviamente con le gomme Pirelli che sono sempre molto difficili da gestire e non solo quello, ma circostanze davvero difficili, è stato un anno difficile, le cose non sono proprio andate bene come volevo”. Albon è approdato in Formula 2 nel 2017 dopo essersi decretato vicecampione del mondo in GP3, dietro a Charles Leclerc, l’anno precedente e le aspettative erano alte. La stagione del giovane è stata però un po’ sottotono e il pilota della ART Grand Prix ha chiuso decimo con un bottino di due podi. Nell’annata successiva il talento classe 1996 ha però dimostrato la sua determinazione e una crescita netta, andando a conquistare insieme alla DAMS la medaglia di bronzo nel campionato dopo esserselo giocato con George Russell e Lando Norris e aver totalizzato otto podi e quattro vittorie. L’alfiere della Toro Rosso pare dunque essere un combattente che non si arrende e si impegna per migliorare continuamente, caratteristiche fondamentali per un pilota di Formula 1 che ambisce a diventare un campione.

La dodicesima domanda ha chiesto ad Albon qual è la sua gara preferita della carriera e il rookie ha richiamato i tempi dei go-kart: “c’è stata una gara a PFI, una pista di go-kart nel Regno Unito, con un mio amico in realtà. Era il campionato inglese e mi sono girato, sono andato in testa coda ed ero 4-5 secondi dietro perché stava piovendo, ed era l’ultimo giro e ho sorpassato il pilota all’ultima curva all’esterno. Spero che veda questo video, è stata davvero una bella gara e ci rido ancora sopra con lui oggi giorno”. Indubbiamente il ragazzo anglo-thailandese è una giovane promessa che ha dato prova delle sue doti sin dagli anni in cui correva sui go-kart nel campionato britannico e chissà che non regali un po’ di questo spettacolo anche nella classe regina del motorsport.

La tredicesima domanda ha voluto sapere cosa ha fatto amare al debuttante il motorsport e cosa lo ha fatto diventare un pilota da corsa e Albon ha specificato come sia qualcosa che ha ereditato e sente insito dentro di sé: “mio papà è sempre stato un pilota, quindi amava le corse e ha corso un po’ lui stesso, quindi quando avevo sei/sette anni mi ha comprato il primo go-kart e da lì in avanti è stato abbastanza semplice. Come ho detto anche prima, quando ero un grandissimo fan di Schumacher e Rossi, ero molto, molto giovane. È tipo radicato in me, suppongo che sia nel mio sangue e sì, è stato tipo la mia vita da quando avevo 3 o 4 anni”. Una passione innata e naturale dunque quella del ragazzo anglo-thailandese, che lo ha motivato a dedicarsi completamente a questo sport per arrivare nel 2019 nella sua massima espressione.

Dopo questa simpatica presentazione in cui Alex Albon ha risposto ad alcune domande dei fan per farsi conoscere un po’ meglio, rimane da vedere come si presenterà l’anglo-thailandese in pista e come si farà conoscere dagli avversari. Nonostante la poca esperienza, il rookie ha dimostrato di avere talento, determinazione e forza di volontà e sicuramente è uno degli astri nascenti della nuova generazione in arrivo nell’olimpo del motorsport. Non è un caso che un team come la Red Bull abbia deciso di dargli un’altra possibilità dopo che lo aveva già selezionato nel suo Junior Team nel 2012, anno in cui il giovane approdò alle monoposto. Si confida dunque nel fatto che già a partire dai test di Barcellona di fine febbraio il ragazzo classe 1996 riesca a impegnarsi al massimo per adattarsi velocemente alla guida di una Formula 1 e arrivare a Melbourne il più pronto possibile. Così Albon potrà imbarcarsi nella sua prima stagione nella categoria regina con l’opportunità di crescere molto insieme alla Toro Rosso e al compagno di squadra Daniil Kvyat.

Noi di Circus F1 siamo impazienti di vederlo all’opera e vi terremo aggiornati, rimanete collegati.

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