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Formula 1: la Ferrari dovrebbe prendersi Ricciardo - Autosprint - Top Notizie
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Formula 1: la Ferrari dovrebbe prendersi Ricciardo - Autosprint

Formula 1: la Ferrari dovrebbe prendersi Ricciardo – Autosprint

La Ferrari dovrebbe prendersi Ricciardo. La cosa incredibile di questa Formula Uno è che un pilota come lui sia ancora senza contratto per il futuro. La Red Bull, che ha blindato Verstappen fino a fine 2020, non ha per adesso intenzione di confermare l’australiano. La squadra aspetta gli eventi, presta più attenzione all’evoluzione del motore Honda per rimpiazzare i Renault e tiene in frigorifero il pilota che ha vinto il GP Cina, convinta che Ricciardo non abbia mercato presso altre squadre che hanno già un pilota di punta. La Red Bull, insomma, sta alla finestra e prende tempo in attesa di capire se è il caso di promuovere Gasly dalla Toro Rosso alla Red Bull oppure riconfermare Riccardo abbassandogli l’ingaggio. 

È veramente assurdo che il pilota più bravo del mondo ad inventarsi i sorpassi impossibili non abbia stranamente mercato. Ricciardo che deve fare di più di così? È quarto nel mondiale dopo 3 gare nonostante un ritiro (in Bahrain) per colpa della macchina e non sua; ha raddrizzato domenica una corsa che sembrava compromessa per un guasto al motore in prova (colpa della macchina e non sua). Ha portato alla Red Bull l’unica vittoria stagionale mentre il suo celebrato compagno di squadra ha finora fatto collezionare al team soltanto multe e polemiche. E poi Ricciardo ha dimostrato una grinta, una freddezza, una capacità di guida e di controllo della macchina nei momenti topici, quando bisogna scavalcare l’avversario e non danneggiarlo, che dovrebbe comparire nel manuale del bravo pilota di Formula Uno e fatta imparare a memoria a certi suoi colleghi arroganti (Verstappen, Alonso, Magnussen). 

Fossi in Marchionne penserei seriamente di prendere Ricciardo. Togliendolo alla Red Bull, a qualsiasi altro avversario e formando con Vettel una coppia da urlo. Certo, c’è il dilemma Raikkonen. Che sta disputando la sua migliore annata dal giorno del suo ritorno a Maranello. Ha una monoposto che finalmente “sente” sincera nell’avantreno, di cui si fida e con cui sta andando forte. Sta guidando bene come non aveva mai fatto prima. Addirittura si lascia andare a qualche sorriso. Come si fa a privarsi di un Raikkonen così? È una scelta difficile. Ma Raikkonen a ottobre compirà 39 anni. Non vince una  gara F1 da cinque anni (anche se l’anno scorso la Ferrari gli ha sottratto due vittorie sicure per favorire Vettel). È veloce in pista ma gli ormai manca l’aggressività e la determinazione per aggredire l’avversario e “mangiarselo” come fanno altri in rimonta. La Ferrari ha il dovere di guadare avanti e fare un ragionamento a lungo termine, non a brevissimo. Si può ancora investire su un pilota ormai a fine carriera e che la Ferrari stessa ha retrocesso palesemente a seconda guida per come viene sistematicamente sacrificato alle esigenze di Vettel? 

Ricciardo invece è nel pieno del suo splendore agonistico, non ha ancora 29 anni ma è un pilota ormai maturo, sa portare punti “pesanti” alla squadra, sa aggredire l’avversario se è il caso, sa portare la macchina in fondo. E poi non  è un corridore scontato. Non si arrende mai. Quando arriva alle spalle di un avversario, puoi star certo che non sai bene come, ma prima o poi proverà a superarlo. Quello su Bottas è stato il più bel sorpasso del gran Premio di Cina e forse dell’intero 2018. Ricciardo ha mostrato al suo maldestro compagno di squadra come si sorpassa e sopratutto come si approfitta del vantaggio delle gomme morbide per attaccare a fondo in frenata e passare senza provocare danni. Agli altri come a se stesso. 

E poi Ricciardo è uno che non spreca mai le occasioni. È tosto. In cinque anni di Red Bull, chiunque sia stato il suo compagno di squadra, almeno una gara ogni anno – a parte il 2015 – l’ha sempre vinta. Che la macchina fosse vincente oppure no. Nelle ultime cinque stagioni, da quando Ricciardo è in Red Bull e Raikkonen in Ferrari, l’australiano ha raccolto 200 punti iridati più di Kimi (823 contro 626) e la Red Bull non è certo stata superiore alla Rossa in questo periodo. Fa una bella differenza. Insomma, l’australiano è uno che i punti li sa portare al team. 

Ci sono abbastanza certezze per dire che Vettel e Ricciardo formerebbero insieme la coppia più forte del mondiale. Esplosiva come era quella Hamilton-Rosberg. Ma più matura. Rischio di danneggiarsi? Sì, in passato quando correvano insieme in Red Bull c’era attrito. Ma ora i tempi sono cambiati. Non sono più due ragazzini impulsivi come nel 2013/14, quando convivevano come cane e gatto e si punzecchiavano un po’. Adesso Ricciardo e Vettel sono cresciuti, saprebbero tollerarsi. E hanno due attitudini diverse nella guida, ma entrambe utili alla causa Ferrari. Vettel fortemente aggressivo in qualifica e in gara quando parte davanti; Ricciardo gran lottatore e capace di rimonte prodigiose. Ci lamentiamo sempre che la Ferrari corre con una sola punta mentre con Ricciardo e Vettel la Ferrari avrebbe addirittura un tridente, non una coppia di attaccanti e basta, tanto i due sono aggressivi. 

Fossimo in Marchionne ci penseremmo seriamente a una dream team del genere. Con buona pace di Raikkonen oppure dei campioncini in erba che hanno ancora tutto da dimostrare. 

E poi varrebbe la pena di vedere Ricciardo in rosso anche soltanto per il divertimento di vedere un burbero come Marchionne bere champagne dalla scarpa puzzolente e sudata di Ricciardo dopo una vittoria. Ve l’immaginate la scena? Non avrebbe prezzo!

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