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Formula Uno, l’importanza del controsterzo

Controsterzo e sottosterzo: due comportamenti del tutto normali di qualsiasi vettura, anche la nostra, quando la velocità e la tenuta di strada tendono a ‘scappare’ da quella che è la sede naturale della traiettoria. Un effetto che si può modulare e regolare senza danni, anzi… con un beneficio per la velocità e la traiettoria della propria macchina, ma che sulle prime può anche spaventare. Perché è evidente che quando la vettura prende una direzione che non è esattamente quella che stiamo pensando la sensazione sia di puro panico. Appare evidente, quindi, come controsterzare sia fondamentale soprattutto in Formula1: vediamo insieme perché!

Controsterzo in Formula Uno

Non accade così per i piloti professionisti di rally e di Formula Uno: è un errore pensare che il controsterzo o le sbandate controllate siano un’esclusiva dei piloti fuoristrada.

Ipotizziamo una vettura di Formula Uno lanciata nel traffico prima di una curva che prevede una doppia scalata di marcia a 220-240 km/h. Il pilota cerca strada a destra seguendo la curva ma la macchina spinta dall’inerzia e dalla notevole velocità di ingresso tenderà a seguire la tangente della curva, e dunque ad andare dritta… verso la ghiaia o contro qualche altra auto.

Le vetture di Formula Uno sono in grado di battere qualsiasi legge dell’ipotesi, grazie alla grande qualità dei piloti, ma anche al forte carico aerodinamico che le tiene schiacciate a terra: è per questo che nelle splendide immagine rallentate di Formula Uno si vedono moltissimi piloti sterzare a sinistra uscendo da una forte curva a destra: sono macchine a trazione posteriore, il sottosterzo è una loro condizione normale quando si dà gas. In questo caso per recuperare giri, riprendere la traiettoria e non perdere velocità si porta la macchina in sovrasterzo, alzando il piede dall’acceleratore e cercando una traiettoria contraria a quella di uscita delle ruote anteriori.

Migliori ‘levigatori di sterzo’ nella storia della Formula Uno

Molto più difficile spiegarlo a parole che viverlo: le scuole di guida sicura insegnano le tecniche di controsterzo per guidare meglio sul bagnato, per evitare gli ostacoli, per mantenere una traiettoria efficiente e sicura e questo anche se non si è su un bolide di Formula Uno.

È chiaro che in curva, un’efficace manovra di controsterzo consente al pilota di recuperare immediatamente la velocità, il grip e la traiettoria e magari di essere particolarmente aggressivo se c’è qualche avversario da superare. Con il passare degli anni e l’evoluzione della Formula Uno ci sono stati piloti che hanno costruito un enorme successo personale sull’eleganza del proprio controsterzo.

La televisione ci ha aiutato a conoscere quelli più recenti ma sarebbe stato bello vedere la tecnica di Fangio, Nuvolari, Ascari: Piquet, Senna e Schumacher sono stati tra i ‘levigatori’ di sterzo più straordinari in assoluto ma il migliore probabilmente fu Gilles Villeneuve che, in un’intervista a chi gli chiedeva come gli riuscisse così naturale guidare controsterzando su ogni curva rispose… “non dimenticate che la prima cosa veloce che ho pilotato è stata una motoslitta”.

Ultima modifica: 21 maggio 2019

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