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FTSEMib, il ribasso supera il 2%

FTSEMib, il ribasso supera il 2%

Piazza Affari e le principali borse europee registrano ribassi superiori al 2% a metà pomeriggio. Come nelle attese, la FED ha modificato la propria politica monetaria e ha deciso di alzare i tassi di interesse di 25 punti base. Inoltre, la Banca Centrale Statunitense ha confermato la possibilità di procedere con ulteriori due aumenti dei tassi di interesse nel corso del 2018, a cui dovrebbero aggiungersene altri tre l’anno successivo. Secondo Paolo D’Ambra, account manager di Exante, il rialzo dei tassi è destinato a impattare pesantemente sull’azionario. “Si apre uno scenario di grossa correzione dei mercati, che si estenderà ancora di più alla prossima stretta”, ha precisato l’esperto.

Alle 16.00 il FTSEMib era in calo del 2,32% a 22.291 punti, mentre il FTSE Italia All Share era in flessione del 2,2%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,42%) e il FTSE Italia Star (-1,6%). Alla stessa ora il controvalore degli scambi era di poco inferiore agli 1,9 miliardi di euro.

L’euro è sceso a 1,23 dollari, mentre il bitcoin è sceso a 8.500 dollari (poco meno di 7.000 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Telecom Italia registra un calo dell’1,,48% a 0,7832 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che dal 15 marzo Paul Singer – tramite le società controllate Elliot International, Elliot Associates e The Liverpool Limited Partnership – è accreditato di una partecipazione aggregata del 5,74% del capitale della compagnia telefonica. Nel dettaglio il 3,75% è relativo a diritti di voto riferibili ad azioni, mentre il restante 1,99% è relativo ad altre posizioni lunghe con regolamento in contanti (“Synthetic equity swap UBS SWAP” con data di scadenza 01/02/2021).

 

Qualche spunto importante tra i bancari.

Spicca il rialzo messo a segno dalla Popolare di Sondrio (+2,77% a 3,27 euro). Gli operatori collegano il rialzo del titolo dell’istituto alla sentenza della Corte Costituzionale che, di fatto, ha ribadito la legittimità della norma che prevede la trasformazioni delle banche popolai in società per azioni. Secondo gli esperti, questa decisione potrebbe aprire la strada a nuove aggregazioni nel settore bancario.

Il Monte dei Paschi di Siena perde il 5,46% a 2,634 euro. L’istituto senese ha precisato che non sono allo studio operazioni di aumento di capitale, aggiungendo che l’attuazione del piano di ristrutturazione procede secondo le tempistiche previste e già comunicate al mercato.

Il BancoBPM lascia sul terreno il 3,05% a 2,889 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 21 marzo Henderson Global Investors ha riaperto lo “short” sull’istituto con una quota dello 0,52%. Lo stesso giorno Bridgewater Associates ha ritoccato al rialzo la posizione corta su IntesaSanpaolo (-2,98% a 2,9505 euro), portandola dall’1,19% all’1,23%.

Banca Carige cede il 2,41% a 0,0081 euro. MF ha dettagliato i crediti che l’istituto ligure intende cedere; sarebbero delle non performing exposure di natura ipotecaria dal valore nominale di circa 1,4 miliardi di euro. Secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario Banca Carige intenderebbe mettere sul mercato, tra le altre, l’esposizione da 470 milioni verso l’armatore Messina, una linea da circa 30 milioni verso il Genoa di Preziosi e una posizione da 230 milioni verso Leonardo Technology, il polo tecnologico degli Erzelli. Il progetto, secondo MF, “sarebbe già arrivato sulla scrivania di numerosi investitori”.

 

Terna registra una flessione del 3,35% a 4,588 euro. La società ha comunicato i risultati definitivi dell’esercizio 2017 e ha fornito l’aggiornamento sul piano industriale per il periodo 2018/2022. Nel dettaglio, Terna ha terminato il 2017 con ricavi pari a circa 2,25 miliardi di euro, in aumento del 6,9% rispetto ai 2,1 miliardi ottenuti nell’esercizio precedente. L’utile netto è salito a 688,3 milioni di euro, l’8,7% in più rispetto ai 633,1 milioni contabilizzati nel 2016. Il management della società hanno proposto la distribuzione del dividendo 2018, relativo all’esercizio 2017, pari a 0,22 euro per azione, cifra comprensiva dell’acconto di 0,074263 euro assegnato lo scorso novembre. Terna prevede al 2022 l’aumento dei ricavi a circa 2,55 miliardi di euro e del margine operativo lordo a circa 1,9 miliardi di euro, con una crescita media annua di oltre il 3% per entrambi gli indicatori a partire dal 2017. In miglioramento anche l’utile netto, con una crescita media annua di circa il 3%, che porterà ad un utile per azione di circa 38 centesimi di euro nel 2022. Inoltre, dal 2018 al 2020 il management punta a un dividendo per azione con una crescita media annua del 6% rispetto al dividendo di competenza dell’esercizio 2017. Per gli anni 2021 e 2022 si prevede un payout del 75%, con un dividendo minimo comunque garantito pari al dividendo di competenza dell’esercizio 2020.

 

Fincantieri registra un rialzo del 3,19% a 1,357 euro. In attesa della diffusione dei conti del 2017 (in programma per il 27 marzo) gli analisti di Banca Akros hanno alzato da 1,3 euro a 1,6 euro il target price sulla società cantieristica; gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni.

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