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Governo, contratto chiuso. Non c'è uscita da euro. Si tratta su ...

Governo, contratto chiuso. Non c’è uscita da euro. Si tratta su …

ROMA – “Tavolo chiuso, il contratto di governo è completo”. Così, poco prima delle 19, fanno sapere autorevoli fonti parlamentari Cinquestelle. Nell’accordo, composto di circa 40 pagine e da poco più di 22 punti, non ci sarebbe il punto relativo all’uscita dall’euro, né il referendum sulla moneta, e ogni posizione sul tema andrà verificata con i partner europei dell’Italia. Ci sarebbe invece un capitolo dedicato ai vaccini, anche se i dettagli definitivi non sono ancora noti.

Ecco la bozza del contratto di governo del 15 maggio

Chi ha partecipato al tavolo spiega che su pochi argomenti manca ancora un’intesa definitiva, che ora dovranno trovare i leader, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Come ad esempio sulla gestione dei flussi migratori, sulla quale la distanza non appare incolmabile. Rocco Casalino, capo della comunicazione M5S ha fatto sapere che “alla fine ci sono stati degli applausi e ci siamo tutti abbracciati”. Il programma adesso dovrà essere sottoposto ai due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini chiamati a dover sciogliere gli ultimi nodi: “Si tratta di 6 punti, appena 6 righe” minimizza il portavoce M5s.

Anche Alfonso Bonafede certifica, parlando con i cronisti al termine dei lavori: “Siamo orgogliosi e soddisfatti perché in 6 giorni abbiamo fatto un lavoro enorme su un contratto di governo molto ambizioso”. I punti di convergenza, ha aggiunto “sono stati tanti e il risultato è enormemente positivo”. Tra l’altro, tra i rumors della giornata è stato proprio il nome di Bonafede quello che più è circolato per la presidenza del Consiglio affidata a un esponente pentastellato che non sia Di Maio. Salvini e Di Maio, conferma il senatore pentastellato Danilo Toninelli, avranno l’ultima parola su “quattro o cinque punti. Una volta sciolti questi nodi si fanno i nomi e si parte”.

Ma intanto il contratto. La trattativa allargata sembra così terminata, ora il faccia a faccia Di Maio-Salvini sarà sui “sei punti da limare”. Oltrechè sul nome del leader.

A metà pomeriggio i due leader avevano ostentato ottimismo. Luigi Di Maio aveva certificato: “Questione di ore per finire. Poi voto on line per gli iscritti al Movimento”. Con Matteo Salvini che assicurava che lui e Di Maio potrebbero salire al Colle anche “prima di lunedì”. E il leader leghista era andato all’attacco in diretta Facebook: “Provano a fermarci coi soliti ricatti dello spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee. Stavolta si cambia, più lavoro e meno clandestini, più sicurezza e meno tasse”. E aveva sottolineato: “Un leghista al Viminale sarebbe una garanzia per rimpatri ed espulsioni”. Ha assicurato che è stato trovato un punto di incontro su “come smontare la legge Fornero”. E ha concluso: “Io premier? Sarebbe l’onore più grande del mondo. Ma se avessi la certezza, anche non da premier, di fare molte cose utili per voi, mi metto in gioco e se serve faccio un passo di lato”.

Matteo Salvini durante la diretta Facebook
 

Messaggio simile dal capo politico del M5s, che si era soffermato con un capannello di giornalisti alla Camera: “Stiamo cercando una soluzione politica per la premiership, nei tecnici non ci credo. Se serve a far partire il governo, io e Salvini siamo pronti anche a starne fuori”. E in merito al rapporto con l’Europa aveva chiarito: “Massimo dialogo ma l’Italia non può essere più subalterna alle dinamiche di qualche eurocrate. Più ci attaccano e più mi fanno capire che siamo sulla strada giusta”. Poi, a proposito del contratto, ha rivendicato: “Noi abbiamo portato a casa dei risultati incredibili, l’acqua pubblica, il reddito di cittadinanza, la riduzione dei costi della politica, la riduzione del numero dei parlamentari”.

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DI MAIO: “PRESTO VOTO ON LINE SUL CONTRATTO PER GLI ISCRITTI”
“Informo tutti gli iscritti del MoVimento, ai sensi dell’articolo 4 comma b dello Statuto del MoVimento 5 Stelle, che nei prossimi giorni saranno chiamati a votare online su questo contratto di governo. La data e l’orario definitivi saranno comunicati non appena avremo il contratto ultimato, e credo che ormai sia questione di ore. Ora indietro non ci si può tirare. Ora questo Governo s’ha da fare. Ora l’Italia deve cambiare davvero”. Così scrive Luigi Di Maio sul ‘blogdellestelle’. Anche Casalino, parlando del voto sulla piattaforma Rousseau, precisa che: “I tempi delle votazioni vanno ancora decisi”. Ancora il leader M5s su Fb: “Questo week end invito tutti gli attivisti del MoVimento 5 Stelle a colorare l’Italia di giallo e riempire le piazze di gazebo e banchetti che informano i cittadini sui punti del contratto di governo che stiamo per stipulare. I materiali verranno forniti a tutti i gruppi locali”.

Si attende ora un nuovo incontro fra i due leader. Che dovranno superare anche l’ostacolo finale: la scelta del premier. L’ipotesi di una staffetta a Palazzo Chigi fra M5s e Lega (non necessariamente con l’avvicendamento dei due leader) non è del tutto tramonata, mentre prende quota l’idea di affidare la presidenza del Consiglio a un esponente pentastellato che non sia Di Maio, e il nome più socializzato è stato quello di Alfonso Bonafede.

Ma è entrato in ‘partita’ anche Emilio Carelli, che risulterebbe gradito anche alla Lega. Carelli, neoeletto con il Movimento, è giornalista ed ha un passato a Mediaset e SkyTg24.

JUNCKER: UE SENZA ITALIA NON SAREBBE COMPLETA
Dopo le tensioni di ieri tra Bruxelles e la coalizione gialloverde, oggi a prendere posizione è il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker: “L’Italia è della massima importanza per l’Ue. L’Unione europea non sarebbe completa senza la nazione e il popolo italiano”, dice. “Ma non commenterò in anticipo quale potrebbe essere il risultato dei negoziati in corso tra i supposti partner di coalizione in Italia. Vedremo quali saranno i risultati e allora commenteremo”. Molte le critiche, invece, dal fronte italiano alla bozza del contratto circolata ieri. E non solo da parte del Pd. Anche Forza Italia, per bocca del portavoce dei parlamentari azzurri Giorgio Mulè, dice: “Anche se è stata smentita dai contraenti, questa bozza di contratto fa male al Paese”. L’ex capogruppo, Renato Brunetta, si dice “molto preoccupato per i risparmi degli italiani”. Un tecnico come il professor Cottarelli, ex commissario alla spending review, intervistato a Circo Massimo su Radio Capital boccia la proposta definendola “irrealistica e inappropriata”.

DI BATTISTA: “ASCOLTATE I BAR, NON I MERCATI”. E SU BERLUSCONI: “IL SUO GOVERNO ABBATTUTO DALLA CONGIURA DELLO SPREAD”
Di segno opposto l’intervento, dal fronte M5S, di Alessandro Di Battista (non ancora partito per gli Stati Uniti). L’ex deputato lancia un’invettiva contro i “fantomatici mercati” che sono “tornati a farsi sentire”. E si rivolge ai parlamentari 5 Stelle e della Lega: “Siate patrioti. Siete rappresentanti del popolo italiano e non emissari del capitalismo finanziario.  Oggi ‘i potenti senza volto’ hanno superato loro stessi. Cercano di buttare giù un governo non ancora nato il quale, proprio per questo, ha il dovere di nascere”, è l’esortazione che arriva dal leader dell’ala ortodossa del Movimento. E ancora, inaspettato: “Sapete quel che penso di Berlusconi ma una cosa la voglio dire: l’ultimo governo Berlusconi, un governo per me pessimo, è stato l’ultimo nato da un voto popolare. E più che gli scandali di B. è stata la congiura dello spread ad averlo abbattuto”.

L’ENDORSEMENT DI CASAPOUND
“Il governo Lega-5stelle ha grandi potenzialità, ma anche la possibilità di diventare un grande fallimento. Per realizzare i loro programmi (soprattutto quei punti che piacciono anche a noi) devono mettersi contro tutti i poteri che da anni uccidono la nazione. E per farlo serve coraggio. Tanto coraggio”. Così in una nota il segretario nazionale di Casapound italia Simone Di Stefano.

 

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