domenica , settembre 23 2018
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Governo M5s-Lega, ultimo giorno di lavoro sul contratto. Salvini …

La giornata si annuncia quella della chiusura del contratto di governo tra M5s e Lega. Lo dicono i Cinquestelle, lo dice anche la Lega. “Ovviamente dobbiamo sistemare le questioni dirimenti, ma ci stiamo lavorando” spiega Luigi Di Maio. Con i grillini “si ragiona positivamente” conferma Matteo Salvini: “Abbiamo fatto bei passi avanti”. Il segretario della Lega assicura che è stato trovato un punto di incontro su “come smontare la legge Fornero“, che lui sarà ministro “se ci sarà un programma firmato” e che “nel contratto c’è la difesa dei confini e credo che un ministro della Lega farà da garante” (in sostanza prenota il Viminale). E’ possibile che i due leader si vedano di nuovo in giornata: devono sciogliere i nodi più complicati (sono 4-5, riferisce Danilo Toninelli) e soprattutto sul tavolo c’è ancora la questione irrisolta del presidente del Consiglio. I giornali hanno ricominciato a parlare dell’ipotesi della staffetta e in questo senso il segretario del Carroccio ha ripetuto quello che scandisce da settimane: “Se serve, sono pronto a un passo di lato”. “Se avessi la certezza che anche da premier potrei fare cose utili per il Paese mi metto in gioco – ragiona – e se serve faccio un passo di lato: io voglio cambiare questo Paese. Più ci minacciano, più ho voglia di partire con questa sfida”. Anzi, per Di Maio si va anche più in là: “Io mi auguro che si possa far parte del governo per mettersi alla prova in prima persona, ma se serve per farlo partire io e Salvini siamo pronti a stare fuori”. L’annuncio di Salvini è che Cinquestelle e Lega potrebbero riferire al Quirinale già prima di lunedì, nonostante siano in programma entro domenica sia la votazione online degli iscritti M5s sulla piattaforma Rousseau sia la “gazebata” (così chiamata) per il referendum organizzato per la base del Carroccio.

Salvini, nella diretta facebook, attacca i soggetti principali del cosiddetto establishment. “Il Financial Times dice che siamo barbari – dice – Io dico meglio barbari che servi. Stanno usando i soliti trucchetti, lo spread… Ma noi andiamo avanti. Non son nato per tirare a campare”. Una replica al principale giornale economico britannico che segue quella già pronunciata ieri dal capo politico del M5s Di Maio. Rilancia Salvini: “Se i salottini che hanno spinto i nostri figli alla precarietà sono preoccupati allora sono spinto ad andare avanti: vuoi vedere che stiamo andando sulla strada giusta”. Insomma se lo spread sale sono “i soliti giochini della finanza, vuol dire che stiamo facendo bene…”. Sulla difesa di agricoltura e pesca e la tutela del made in Italy “l’impegno della Lega è sacro”.

Il tema dell’Europa si annuncia quello su cui la possibile maggioranza si ritroverà a discutere anche in futuro: “Posso capire che l’accordo” per un governo di cambiamento “spaventi un certo establishment europeo – riflette Di Maio parlando con i cronisti a Montecitorio – Con l’Europa ci sarà massimo dialogo ma non saremo subalterni a qualche eurocrate”. Di Maio spiega che grazie al dialogo con la Lega “abbiamo messo a punto nuove procedure per il dialogo con la Ue sia per la delegazione tecnica da portare” a Bruxelles a supporto della delegazione politica. 

Dice il capogruppo della Lega Gianmarco Centinaio, intervistato da InBlu Radio (le radio della Cei) che il confronto sul programma “debba terminare il più velocemente possibile in un modo o nell’altro. Sia che si tratti di un finale positivo sia che si tratti di una tragedia. L’obiettivo che abbiamo in queste ore è quello di non far disinnamorare gli italiani della politica”. Quanto alla pubblicazione sulla stampa di una bozza di programma che provoca qualche scossa sui tassi Btp e sullo spread, Centinaio ha spiegato che “qualcuno presente al tavolo ha voluto fare il fenomeno con un giornalista e gli ha rifilato una bozza. E confrontando quella bozza con quella che abbiamo oggi è come parlare dell’uomo preistorico e l’uomo dell’età moderna. È stato molto stupido passare una bozza del genere perchè non serve a nessuno. Quella era solo una bozza preistorica. Su questo mi sono molto arrabbiato perchè ha rischiato di far saltare tutto”.

Intanto dei tentativi di distensione arrivano anche da Bruxelles. E’ tornato a parlare il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos: “Non voglio interferire con la politica nazionale – afferma – C’è un processo in atto e ben presto speriamo l’Italia abbia un governo che sarà un interlocutore, anche per le questioni migratorie. L’Italia è un grande Paese democratico ed europeo. Noi contiamo sul ruolo, che vada avanti e che può avere su tutte le questioni, in particolare sulla migrazione. E’ un ruolo molto importante in Europa”. Più dialogante anche il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, dirigente di Forza Italia: uscire dall’euro “è pericoloso”, spiega, ed è “fortemente dannoso per le famiglie, i risparmi, i lavoratori e le piccole e medie imprese in tutta l’Ue”. “Noi dobbiamo riformarlo, non abbandonarlo” conclude.

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