domenica , maggio 26 2019
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Hamilton va a…

La Mercedes ha dominato la millesima gara nella storia della F1, con la Ferrari che ha dovuto ancora una volta dirimere la questione di chi sia la prima guida in squadra tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc. Ecco come i principali quotidiani nazionali e non hanno analizzato la domenica di Shanghai.

La Ferrari si fa male

“L’eroe dello show è sempre Lewis Hamilton. In fondo non ci sarebbe potuto essere vincitore migliore per il GP «millenario» della Cina. L’inglese, l’uomo simbolo di questa epoca delle corse. Una rockstar planetaria che duetta con personaggi del cinema come Will Smith, della musica come Justin Bieber, della moda come Tommy Hilfiger, senza contare le decine di ammiratori che ha fra i campioni dello sport. Il suo volto da copertina era l’ideale per celebrare la gara numero 1000 della F.1 ed è andata così. Lewis è riuscito a ribaltare un fine settimana dominato fino alla pole dal compagno di squadra Valtteri Bottas, andando in testa al via e imponendo un ritmo insostenibile per tutti. […] La Ferrari torna sconfitta. La grande velocità della SF90 è sparita dal venerdì alla domenica e le scelte strategiche discutibili hanno fatto il resto. Su tutte l’ordine imposto a Leclerc, che ha dovuto lasciare strada a Sebastian Vettel all’inizio dell’11o giro, dopo averlo superato al via. Una decisione infelice, perché a conti fatti il tedesco non ha poi avuto il ritmo che sosteneva di avere per avvicinare Bottas. Mentre a Leclerc è stato detto di ritardare il primo pit stop (altro errore di valutazione del muretto) e così il monegasco ha perso anche il quarto posto a favore di un Max Verstappen sempre all’attacco. D’accordo, la Ferrari non aveva il passo per contrastare le Mercedes, quindi sarebbe cambiato poco. Ma. proprio per questo, era il caso di lasciare invariate le posizioni”.
Luigi Perna, La Gazzetta dello Sport

Ferrari lenta, è questo il vero guaio

“[…] Giudicare la Ferrari dalla batosta in Cina significa sconfinare in critiche che si possono fare compiutamente soltanto a fine stagione. Non è il caso, dopo appena tre uscite. […] L’aspetto più nascosto della domenica-no consumata nel primo mercato mondiale dell’auto lo ha evidenziato Vettel a fine gara, quando ha accennato a «velocità» e «telaio» come possibili cause (o concause?) del passo indietro. C’è da augurarsi che si tratti di problemi di adattamento della SF90 al circuito di Shanghai e non, invece, di difetti concettuali della macchina legati all’aerodinamica. La sensazione è che qualcosa sfugga e venga nascosta, forse perché il rimedio è già in lavorazione. Lo speriamo, perché, se le cose andranno male anche nella prossima gara di Baku, su un terreno teoricamente più favorevole alla SF90, ci sarà davvero da preoccuparsi”.
Pino Allievi, La Gazzetta dello Sport

Il male oscuro e una mossa da comprendere

“[…] Era più veloce Vettel di Leclerc? Forse, un po’. In ogni caso è comprensibile che il muretto decida di autorizzare il sorpasso, scopo disperato tentativo di recupero, tentativo che Seb ha portato avanti ottenendo il massimo possibile. Il tedesco aveva bisogno di una gara positiva così come la Ferrari ha, avrà bisogno della sua forma migliore. Controindicazioni: il sacrificato si chiama Leclerc e non Raikkonen, una differenza sottolineata da un coro di «buu» proferiti dalle tribune, dai salotti, dai bar. Motivo: Charles è già diventato il cocco della tifoseria rossa, l’uomo del presente, del futuro, del destino. Un ruolo che lui stesso ha cercato di togliersi di dosso giudicando le decisioni del team come necessarie […]”.
Giorgio Terruzzi, Il Corriere della Sera

Ferrari stile materasso

“Atteso, celebrato, gonfio di aspettative, annunciato come uno scontro epico, il millesimo Gp nella storia della Formula 1 è sembrato una replica, e anche parecchio noiosa. Di tre-quattro anni fa, di quando le Mercedes correvano da sole. È il genere horror per la Ferrari, evoca ricordi terribili. Lewis Hamilton scarta Valtteri Bottas al via, le ruote del finlandese pattinano su una sottilissima linea bianca davanti alla prima piazzola e addio ai piani di rivincita. […] Incapacità di reagire, lentezza, prestazioni involute, confusione, tattiche fallimentari, i mali della Ferrari su una pista completa come quella cinese, fatta di rettilinei e curve miste, mettono in secondo piano anche l’episodio che rischia di far deflagrare la rivalità interna: l’ordine con il quale Sebastian Vettel ha superato Charles Leclerc. La mossa è costata il quarto posto al giovane monegasco, forse anche il podio. Sarebbe cambiato qualcosa? Sì, Verstappen sarebbe rimasto dietro, ma è come contare le briciole davanti a un banchetto […]”.
Daniele Sparisci, Il Corriere della Sera

Hamilton re numero 1000 la Mercedes è nella storia

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