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Il FTSEMib riesce a chiudere con un (minimo) rialzo

Il FTSEMib riesce a chiudere con un (minimo) rialzo

Piazza Affari e le principali borse europee hanno registrato variazioni frazionali nella seduta odierna, in attesa delle decisioni della FED sui tassi di interesse e sulle indicazioni di politica monetaria per i prossimi trimestri. Spiccano i rialzi messi a segno da A2A e da Fiat Chrysler Automobiles. Tra i bancari si segnala il ribasso del Creval.

Il FTSEMib ha registrato un rialzo dello 0,1% a 22.820 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.674 punti e un massimo di 22.858 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,01%. Segno meno, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (-0,5%) e il FTSE Italia Star (-0,56%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,25 miliardi di euro, rispetto ai 2,24 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 1.501.587.143 azioni (1.600.433.002 nella seduta di ieri). Su 379 titoli trattati, 195 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 143; le restanti 41 azioni sono rimaste ferme sui valori di chiusura di ieri.

L’euro si è confermato sotto gli 1,23 dollari, mentre alle 17.30 il bitcoin era tornato sotto i 9.000 dollari (meno di 7.500 euro).

 

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Fiat Chrysler Automobiles è salita dell’1,78% a 17,578 euro. Gli analisti di Nomura hanno iniziato la copertura sul gruppo guidato da Sergio Marchionne con un target price di 19 euro e un giudizio “Neutrale”, applicando uno sconto del 20% rispetto ai dei principali produttori di automobili statunitensi e giapponesi. Gli esperti hanno anche fissato le stime per il triennio 2018/2020; per l’esercizio in Nomura prevede ricavi per 109,6 miliardi di euro e un utile per azione di 3,22 euro, che equivale a un p/e di 5,3 sulla base dell’attuale prezzo del titolo. Secondo gli analisti, Fiat Chrysler Automobiles non dovrebbe distribuire alcun dividendo con riferimento ai bilanci del 2018, 2018 e 2020.

 

In generale calo i bancari.

Il Creval ha registrato una flessione del 2,35% a 0,1166 euro. L’istituto ha comunicato che, a seguito della chiusura dell’offerta dei diritti rimasti inoptati risultano sottoscritte ulteriori 1.180.552.413 nuove azioni, per un controvalore complessivo pari a 118,06 milioni di euro. Di conseguenza, l’aumento di capitale risulta integralmente sottoscritto per un controvalore complessivo pari a 699,66 milioni di euro senza intervento dei sub-garanti di prima allocazione e del consorzio di garanzia.

Il BancoBPM ha lasciato sul terreno l’1,59% a 2,98 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 20 marzo AQR Capital Management ha ridotto dall’1,68% all’1,54% lo “short” sull’istituto.

Unicredit ha perso l’1,14% a 17,04 euro.

 

Buone performance per i titoli del settore petrolifero, dopo che a New York il prezzo del greggio ha superato i 63 dollari al barile.

ENI ha messo a segno un progresso dello 0,78% a 14,24 euro.

Performance migliori per Saipem (+1,33% a 3,359 euro) e per Tenaris (+3,56% a 15,115 euro).

 

A2A ha guadagnato l’1,01% a 1,495 euro. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari dopo i conti del 2017 e i target del piano industriale al 2022. Kepler Cheuvreux ha incrementato da 1,7 euro a 1,8 euro per azione la valutazione su A2A, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il periodo 2019/2022; gli esperti hanno ribadito il rating “Buy” (acquistare). Anche Mediobanca ha alzato a 1,8 euro il target price sulla società, confermando il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato); gli esperti hanno ritoccato al rialzo le stime finanziarie per il triennio 2018/2020.

 

Telecom Italia ha terminato la giornata con un ribasso dello 0,62% a 0,795 euro. Il Corriere della Sera ha fatto il punto della situazione sulla compagnia telefonica, alla vigilia del consiglio di amministrazione che dovrà esaminare le richieste di Elliott per l’assemblea. Nella stessa riunione il vicepresidente Giuseppe Recchi dovrebbe rimettere definitivamente le deleghe sulla security e su Sparkle, i due asset di Tim strategici per la sicurezza nazionale.

 

Datalogic ha subito uno scivolone del 10,6% a 29,1 euro. La società ha comunicato i risultati dell’esercizio 2017, chiuso con ricavi pari a 606 milioni di euro, in crescita del 5,1% rispetto ai 576,5 milioni di euro del 2016, e un utile netto pari a 60,1 milioni di euro, in aumento del 31% rispetto ai 45,8 milioni di euro contabilizzati nel 2016. Nel solo quarto trimestre i ricavi sono rimasti invariati, risultando peggiori delle attese degli analisti. Dopo la diffusione dei conti del 2017 gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno peggiorato il giudizio su Datalogic, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Hold”(mantenere), segnalando che i numeri del quarto trimestre sono stati inferiori alle attese. Gli esperti hanno confermato il target price di 34 euro.

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