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Il mondo del lavoro alla Guardia, Bucci ottimista contro tutti: “Occupazione in crescita”

“Cosa mi preoccupa di più? La decisione. Bisogna essere decisi e tempestivi in tutto quello che c’è da fare per lo sviluppo della città. Perché creare lavoro è sempre più indispensabile”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, al tradizionale pellegrinaggio del mondo del lavoro al santuario della Guardia sulle alture della Valpolcevera.

Presenti le figure chiave del mondo cattolico e dei sindacati, il sindaco Bucci in rappresentanza del Comune di Genova e l’assessore regionale Benveduti.

Un’occasione in cui molti hanno posto l’accento sulla crisi occupazionale, tranne Bucci che continua a sciorinare dati positivi: “Io sono ottimista. I numeri dicono che i posti di lavoro stanno aumentando, abbiamo tante aziende che vogliono venire a Genova. Dobbiamo avere sul territorio ingegneri, tecnici, informatici, fornai e tutte le professioni che non sono adeguatamente coperte. C’è da fare molto lavoro per far sì che le aziende che vengono qui trovino sul territorio personale adatto”.

E anche sulle recenti polemiche intorno ai numeri della popolazione genovese, che secondo Bucci è cresciuta di 4mila unità in base al bilancio tra emigrati e immigrati, il sindaco insiste: “I numeri sono giusti. In America c’è un detto: never compare apples with oranges. Non paragonare mele e arance. I numeri che ho dato io sono confermati e validi”.

Di diverso avviso Luca Maestripieri, segretario ligure della Cisl: “Ci sono segnali confortanti ma sono solo gocce nel mare – ha detto – La situazione del lavoro è sotto gli occhi di tutti, la nostra città e la nostra regione sono interessati fortemente dal fenomeno dell’emigrazione, occorre invertire la tendenza. È una crisi che riguarda tutti i settori. Serve una politica nazionale che cambi passo in maniera radicale e torni a guardare agli investimenti e al lavoro. Bisogna far ripartire le opere. Servono condizioni per creare attrattività per le nostre imprese, questo mix oggi non c’è”.

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