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Lavoro, diritti, Europa: il Primo Maggio del sindacato a Bergamo

Lavoro, diritti, stato sociale, la nostra Europa: sono queste le parole d’ordine scelte quest’anno dai tre sindacati confederali per le celebrazioni del Primo Maggio. “Per un’Europa che ricalibri le proprie politiche sul lavoro e sulle persone, che sia più umana e sociale”: è l’auspicio espresso, dai tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Bergamo, Gianni Peracchi, Francesco Corna e Angelo Nozza. “L’Europa tanto vituperata dall’attuale compagine governativa è invece quella che può fornire all’Italia quei finanziamenti che tanto servirebbero a far ripartire la nostra economia, innanzitutto sul fronte delle infrastrutture. Ma l’esigenza di maggiore coesione europea non ha solo carattere economico, bensì anche di stato sociale: è necessario che il nostro paese, con il proprio welfare, costruisca alleanze con i paesi dotati di uno stato sociale più avanzato”.

Venerdì mattina si è parlato anche di povertà: i sindacati confederali bergamaschi hanno sottolineato come la loro “visione di lotta alla povertà non passi da misure assistenzialistiche che dovrebbero essere solo temporanee, ma innanzitutto da un lavoro dignitoso, con un salario giusto ed equo e nel quadro di un contratto che non venga stipulato – come spesso è accaduto negli anni della crisi – da organizzazioni sindacali marginali che hanno poca o nessuna rappresentanza”.

A Bergamo il ritrovo per la manifestazione provinciale sarà alle 9 nel piazzale della Stazione. Il corteo sfilerà, poi, per le vie del centro e alle 11, in piazza Vittorio Veneto, a nome di Cgil, Cisl e Uil , interverrà dal palco Onofrio Rota, segretario generale della Fai Cisl nazionale.

Da sempre i sindacati sostengono il ruolo della Confederazione Europea dei sindacati, dando così il proprio contributo alla costruzione di un modello di contrattazione europea che metta fine a preoccupanti fenomeni di dumping, fondati sull’abbassamento del costo del lavoro e delle tutele di lavoratrici e di lavoratori.

È inoltre nel potenziamento dei Comitati Aziendali Europei che può realizzarsi la costruzione di una rappresentanza europea delle lavoratrici e dei lavoratori, sostengono: “Vogliamo un’Europa del lavoro e della giustizia sociale che metta al centro della sua agenda:

• Politiche di coesione economica, sociale e territoriale

• Investimenti in infrastrutture e reti attraverso cui assicurare sviluppo, occupazione e coesione sociale.

• Una politica industriale europea fondata su investimenti in ricerca e innovazione.

• Armonizzazione dei diritti e delle tutele fondamentali per contrastare meccanismi di dumping sulle condizioni di lavoro.

• Valorizzazione dei Comitati Aziendali Europei in una prospettiva di estensione della contrattazione a livello europeo.

• Potenziamento degli strumenti di studio e lavoro all’estero”.

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