mercoledì , giugno 19 2019
Home / Politica / Legge sull’aborto in Georgia, Jennifer Aniston sostiene il boicottaggio di Netflix

Legge sull’aborto in Georgia, Jennifer Aniston sostiene il boicottaggio di Netflix

Dopo le dure prese di posizione di molte star nei confronti delle nuove leggi antiabortive approvate in diversi Stati americani, due settimane fa anche Netflix era scesa in campo minacciando di ritirare tutte le proprie produzioni dalla Georgia (che, grazie agli incentivi introdotti nel 2002, dal 2016 ha sorpassato la California come location per produzioni per cinema e tv) se la misura entrerà in vigore. E ora alla battaglia della piattaforma di streaming si aggiungono anche nomi noti dello star system, a partire da Jennifer Aniston e dal resto del cast di Murder Mystery, l’attesissimo film targato Netflix in distribuzione dal 14 giugno.

Legge sull’aborto, lo sdegno delle star sui social

«Credo – ha spiegato la Aniston a Variety durante la prima del nuovo film al Regency Village Theratre di Los Angeles – che la presa di posizione di Netflix sia fantastica. Hanno la voce, hanno il potere, ed è così che si ottengono i cambiamenti». Sulla stessa lunghezza d’onda il commento del coprotagonista, Luis Gerardo Méndez: «Dobbiamo sostenere le donne. Hanno il diritto di decidere in merito al loro corpo. Sono al 100% con loro, e credo che sia la cosa giusta da fare. Non sono un esperto in materia, ma quando si è un attore o un personaggio pubblico, bisogna alzare la voce». E anche un altro degli attori del film, John Kani (noto per il suo ruolo quale padre di Black Panther in diversi film sul supereroe Marvel) ha sottolineato di essere «scioccato» dal fatto che uno Stato possa «impedire alle donne di fare una scelta. Non sono affari vostri, uomini, quindi chiudete la bocca e pensate a cose più importanti. Abbiamo bisogno di più donne leader, e presidenti, e primi ministri, e tutte queste insensatezze non verrebbero nemmeno discusse».

A scatenare le proteste era stato il disegno di legge, firmato il 7 maggio dal governatore della Georgia, Brian Kemp, che prevede il divieto di aborto quando viene rilevato il battito cardiaco fetale: un provvedimento che, di fatto, se trasformato in legge impedirebbe l’interruzione di gravidanza già a partire dalla sesta settimana di gestazione.

E al coro di voci contrarie al disegno di legge si sono presto aggiunge anche diverse aziende: tra le prime a minacciare il boicottaggio della Georgia per difendere i diritti delle donne c’è stata proprio Netflix, il cui capo dei contenuti, Ted Sarandos, già pochi giorni dopo il provvedimento del governatore aveva chiarito che «se mai dovesse entrare in vigore, ripenseremo al nostro intero investimento in Georgia», Stato nel quale la piattaforma ha girato i film Dumplin (con la presenza ancora una volta della Aniston) e The Do-Over, le serie Stranger Things, Insatiable e Ozark (la cui star Laura Linney è stata una delle celebrità che hanno protestato contro la nuova legge) e il film di prossima uscita Holidate.

E dopo la presa di posizione di Netflix, al boicottaggio si sono aggiunte anche molte altre major: Disney, NBCUniversal, WarnerMedia, AMC Networks, Viacom, CBS e Showtime, mentre Bad Robot Productions e Monkeypaw Productions, che non avrebbero materialmente il tempo di trovare nuove location per i film attualmente in produzione, hanno promesso un supporto finanziario alla battaglia contro la legge antiabortista.

Leggi Anche

Foggia, è morta a 116 anni nonna Peppa, la donna più anziana d’Europa

Nonna Peppa era una star della provincia di Foggia: nel giorno del suo ultimo compleanno …