giovedì , marzo 21 2019
Home / Economia Finanza / L’impatto sui mercati delle elezioni tedesche: se Merkel stravince …

L’impatto sui mercati delle elezioni tedesche: se Merkel stravince …

La Cancelliera tedesca Angela Merkel, 63 anni, al potere in Germania da 12 anni, è in procinto di arrivare al suo quarto mandato. Questa è la sensazione generale, considerando che ha abituato i tedeschi a una leadership solida, priva di grandi proclami e molto sobria, dai cosiddetti millennial, più inclini al cambiamento, fino ai meno giovani.

: Angela Merkel vincerà le elezioni, ma per le tasche dei tedeschi non sarà un bene

Diversamente da altri Paesi dell’area euro, la sua campagna elettorale è stata moderata e i sondaggi indicano che la Cancelliera ha consolidato la sua avanzata e che probabilmente i Cristiani Democratici resteranno la principale forza politica in Germania, con un certo vantaggio sui socialdemocratici di Martin Schulz.

L’ex presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. FREDERICK FLORIN/AFP/Getty Images

Afferma Nadège Dufossé, responsabile dell’asset allocation di Candriam Investors Group: «le elezioni generali tedesche in programma oggi 24 settembre non dovrebbero modificare in maniera significativa lo scenario del continente. Le diverse opzioni di coalizione avranno un impatto positivo, sebbene limitato, a livello macro anche considerando gli sgravi fiscali attesi». La buona notizia per il continente è che l’agenda europea dovrebbe andare avanti nel corso dei prossimi quattro anni.

Comunque, dato che i partiti in entrata al Bundestag saranno con buona probabilità sei (e non quattro come nel 2013), Merkel si vedrà costretta a formare una coalizione per avere la maggioranza in Parlamento.

Continua l’analista: «ci sono più scenari possibili ma tutti i principali partiti propongono un’agenda pro europeista e uno sgravio delle imposte sul reddito, alla luce anche dell’avanzo di bilancio tedesco. Le trattative per la coalizione che seguiranno le elezioni potranno protrarsi per settimane rivelando la necessità di un compromesso. La Germania non è di certo morbida all’idea di un bilancio e di una fiscalità comuni ma gli esperti si dicono ottimisti».

Dufossé dice di aspettarsi «un passo avanti nell’agenda europea ovvero una politica di difesa comune, la creazione di un Fondo Monetario Europeo e la possibile istituzione di un Ministro delle Finanze Europeo, oltre a una linea dura nei negoziati per la Brexit».

Elezioni in Germania, alle élite tedesche manca una visione strategica e geopolitica

Quale impatto sui mercati

«In un orizzonte di breve termine, l’impatto sui mercati dovrebbe essere limitato, mentre nel lungo periodo l’esito dovrebbe essere favorevole», precisa ancora Dufossé. Del resto, a differenza dei sondaggi che negli ultimi dodici mesi hanno riguardato gli altri maggiori Paesi, in Germania nessuno dei principali partiti ha in programma un’uscita dall’UE, tagli alla spesa del servizio sanitario o una costruzione di un muro divisorio con i Paesi confinanti. E secondo le aspettative di chi lavora nelle sale operative del mercato, queste elezioni non dovrebbero rappresentare un rischio politico. In un’ottica di medio periodo, ciò giocherà a favore degli asset europei, incluso l’euro.

Per Léon Cornelissen, capo economista di Robeco «la conferma di Angela Merkel a Cancelliere per la quarta volta sarebbe ampiamente accolta dai mercati come il prosieguo del percorso solido e imperturbabile della Germania, specialmente se l’attuale coalizione fosse confermata».

E precisa Philip Dicken, responsabile azionario Europa di Columbia Threadneedle Investments: «se Angela Merkel vincesse le elezioni tedesche, ci sono cinque motivi per cui continuerà il recupero dell’Europa. Nel dettaglio, la rielezione di Angela Merkel

ripristinerà la fiducia dell’Europa,
ci si riallontanerà dal populismo,
si assisterà a un aumento degli ordini di produzione,
le valutazioni delle azioni europee saranno relativamente interessanti,
si assisterà alla crescita attesa dei guadagni».

Spiega Andrew Paisley, gestore del fondo Standard Life European Smaller Companies (+17% da inizio anno la performance e circa 4 miliardi di euro di masse in gestione):

«selezioniamo società con una capitalizzazione di mercato che va dai 200 milioni ai 4 miliardi di euro. Non guardiamo a società speculative né in condizioni critiche ma cerchiamo quelle poco coperte dagli analisti e con un buon potenziale. E ci siamo resi conto che, nell’universo di investimento di aziende di piccola e media capitalizzazione, la Germania offre interessantissime opportunità di investimento. È il nostro primo mercato di riferimento perché ci sono business con bilanci solidi, buona qualità del management, poco rischio. Noi usiamo una metodologia sia quantitativa sia qualitativa. Tre esempi di titoli che ci piacciono sono il gruppo di Monaco di Baviera Nemetschek, fornitore mondiale di software per architetti, ingegneri e imprese edili, la multinazionale Jungheinrich AG, leader nella logistica di magazzino in Europa. E ancora, la società di Amburgo Xing, piattaforma dedicata alle relazioni professionali simile a Linkedin che copre l’area Dach (sigla che identifica i principali Paesi europei che compongono l’area linguistica tedesca, ndr)».

Quale coalizione

Partiamo dallo scenario di base: lunedì mattina Angela Merkel è ancora la Cancelliera tedesca.

Ci sono tre opzioni che si possono verificare secondo Wolfgang Bauer, gestore del team Retail Fixed Interest di MG Investments.

La prima è che continui la Grande Coalizione tra il partito della CDU/CSU e il partito SPD. «Un risultato non sorprendente dove è probabile che la reazione del mercato sia nulla», dice l’esperto. E le domande sono: siccome ci si aspetta che il partito SPD perda voti, la Merkel sta diventando ancora più potente all’interno della coalizione? Wolfgang Schäuble continuerà a essere il Ministro delle Finanze? Lui e la Merkel hanno spesso assunto i ruoli di poliziotto buono e poliziotto cattivo, con Schäuble che ha adottato sempre la posizione pro-austherity. Se dovesse essere rimpiazzato, questa posizione potrebbe indebolirsi, aumentando la probabilità di una mutualizzazione del debito (eurobond…).
La seconda ipotesi è di una coalizione tra CDU/CSU e FDP. «E’ un’opzione meno probabile e solo possibile se sia CDU che FDP dovessero portare a casa ottimi risultati. In questo scenario, il partito della Merkel sarebbe al momento il partner con il maggior numero di voti. Tuttavia, il partito FDP potrebbe voler negoziare fortemente le condizioni. L’ultima volta in cui hanno formato un governo di coalizione con la Merkel (2009-2013) la percezione è che non siano riusciti a implementare molto di ciò che era nella loro agenda politica. Di conseguenza, il FDP ha perso un considerevole supporto e non è nemmeno riuscito ad arrivare al Parlamento nel 2013».
Bauer delinea la terza ipotesi: «una ‘Coalizione giamaicana’ tra CDU/CSU, FDP e il Partito dei Verdi (la chiamano così perché l’insieme dei colori dei partiti, nero, giallo e verde, è come quello dei colori della bandiera giamaicana, ndr). Una coalizione così si è già verificata in uno dei parlamenti regionali tedeschi, ad esempio nel Land Schleswig-Holstein, ma è molto improbabile che si verifichi anche a livello federale. Una coalizione di tre partiti sarebbe molto instabile e ci sarebbero differenze ideologiche tra il liberale FDP e il Green party, in materia di politiche economiche e riforma fiscale».
Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann. Alberto Pizzoli/AFP/Getty Images

Se il risultato della Merkel fosse clamoroso

Si tratterebbe di un voto a favore della stabilità in Germania. Rafforzerebbe la sua posizione non solo in patria ma anche all’estero. «Mi spingo a fare delle ipotesi ma ciò potrebbe rendere più probabile la nomina del presidente della Bundesbank Jens Weidmann a nuovo presidente della Bce quando il mandato di Mario Draghi terminerà nel 2019. Questo scenario porterebbe probabilmente ad una politica monetaria più restrittiva nell’Eurozona», aggiunge Bauer.

Se il risultato della Merkel fosse deludente

«Dipende tutto da quanto male andrà. Se domenica sera dovesse subire una drammatica perdita di voti, la posizione della Merkel risulterebbe ovviamente indebolita sia in Germania che all’estero. Potrebbe essere messo in discussione da parte del presidente francese Emmanuel Macron il suo ruolo di leadership non ufficiale nella UE. Ciò renderebbe più probabile la mutualizzazione del debito dell’Eurozona e la creazione di un Ministro delle Finanze europeo, almeno nel medio termine. La nomina di Jens Weidmann a Presidente della Bce sarebbe meno probabile, cosicché la prosecuzione della politica espansiva della Bce sarebbe una possibilità realistica», dice ancora Bauer.

Impatto sulla Brexit

Il Regno Unito è il terzo mercato di esportazione della Germania. Secondo gli esperti, da pragmatica quale è, la Merkel punterà a una soluzione di buon senso, per consentire alle imprese tedesche di continuare a vendere beni e servizi nel Regno Unito dopo Brexit con il minimo di barriere tariffarie e normative.

Leggi Anche

La politica monetaria della Cina deve cambiare – Trend

La prossima crisi del credito rappresenterà una grande sfida per l’economia cinese, perché tassi d’interesse …