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Masterchef: la prova di superare se stessi, la torta di Iginio Massari e la pasta dessert

L’importanza di superare se stessi, di fare meglio ciò che si è già fatto bene, è il tema della Mystery Box. Infatti sotto la cloche ciascun aspirante chef troverà non ingredienti misteriosi, ma il nome del piatto con cui si è presentato la prima volta al talent, quello che è valso l’ingresso nella cucina di SkyUno. La prova consiste nel cucinarlo nuovamente per Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Joe Bastianich e Giorgio Locatelli. Obiettivo: migliorarlo e renderlo “più MasterChef”.

In 60 minuti devono riprodurre il proprio piatto d’esordio prima di presentarlo agli chef, che assaggeranno solo i tre migliori. Il primo è “Tra mare e orti” di Federico, che ha aggiunto il caviale e il riccio di mare al piatto originale (un’ottima intuizione secondo Barbieri), il secondo quello di Gilberto, “Il diaframma incontra la cipolla”, in cui ha inserito una centrifuga di ananas e del burro aromatizzato (molto apprezzato da Cannavacciuolo), mentre il terzo è “Handicap Uno” di Loretta, nel quale ha aggiunto del miele e del mosto cotto.


Un altro piatto, però, merita di stare tra i migliori e mostra, più di tutti, una maggiore evoluzione: “Beccafico a modo mio” di Valeria, che vince la prova e ottiene un grande vantaggio nel successio Invention Test.


Che riserva una grande sorpresa ai cuochi amatoriali: l’ospite della puntata è infatti il maestro Iginio Massari e la prova in cui si devono cimentare è molto complessa. Devono cioè replicare una torta da cerimonia.
Massari porta in studio tre torte, la prima torta è tipicamente all’italiana, a tre piani, farcita con crema pasticcera, inzuppata con il liquore, ricoperta di pasta di mandorla e decorata con zucchero ghiaccia; la seconda è una torta alla francese con Pan di Spagna, farcita con crema pasticcera e ricoperta di pasta di mandorla; il terzo è un dolce all’americana a tre piani, ricoperto di pasta di zucchero, con sponge cake di torta margherita o paradiso e farcito con crema al burro. Oltre a doverne riprodurre una, dovranno creare una decorazione per guarnirle.


Valeria non solo ha il vantaggio di scegliere quale delle tre realizzare e quale assegnare a ciascun avversario, ma può anche usufruire dei preziosi consigli del maestro Massari, oltre alla spesa già fatta. I giudici lasciano i nove cuochi amatoriali nelle mani del maestro Massari. In 2 minuti e 30 devono fare la spesa in dispensa e in 3 ore di tempo preparare al meglio il dolce.


La scelta di preparare una torta alla francese si rivelerà vincente per Valeria, che risulterà la migliore anche in questa sfida e sarà dunque il capitano della propria brigata nella sfida in esterna. I peggiori saranno invece Salvatore e Gilberto, ma solo Salvatore dovrà togliersi per sempre il grembiule di MasterChef.


Ci si sposta dunque per la prova in esterna. Meta, il Centro Sportivo Pio XI di Roma, con una spettacolare vista sulla cupola di S.Pietro, dove si sta per disputare una partita di calcio molto particolare, quella tra seminaristi e sacerdoti.
Ogni anno questi calciatori competono nella Clericus Cup, il campionato di calcio vaticano promosso dal Centro Sportivo Italiano e, generalmente, si sfidano tra squadre divise per nazionalità, che rappresentano oltre 70 paesi nel mondo; questa volta, però, sarà un’amichevole, una Super Clericus Cup.

Le due brigate di cuochi amatoriali hanno due ore a disposizione per preparare un pranzo post partita di calcio ai seminaristi e ai sacerdoti.
Per la scelta dei menù i giudici sono stati ispirati dalle ricette e dagli ingredienti citati nella Bibbia: per la brigata rossa il primo sarà una zuppa di cipolle con focaccia della Consacrazione, mentre il secondo un petto d’oca farcito di fichi, riduzione di vino rosso e melagrana con contorno di erbe amare.


La brigata blu, invece, come primo dovrà cucinare una crema di zucca del profeta Eliseo con pane d’orzo, come secondo le quaglie ripiene della Promessa con cipolle caramellate. Per entrambe le squadre il dessert sarà a piacere ma dovranno essere utilizzati i 7 sapori della Terra Promessa (frumento, orzo, melograno, fichi, miele, olio e uva), oltre al latte e alla panna.


Valeria, avendo vinto l’Invention Test, è il capitano della squadra rossa e può scegliere i componenti della propria brigata, che sono Gloria, Giuseppe e Guido. La brigata blu è formata da Federico, Loretta e Gilberto, che viene eletto capitano.
Intanto, negli spogliatoi, i coach Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo motivano i calciatori prima della partita.
Nonostante la pioggia e alcune difficoltà nelle due cucine, terminata la partita, le due brigate cominciano il servizio e i seminaristi e i sacerdoti iniziano a dare i primi giudizi sui primi piatti.


In seguito vengono serviti i secondi piatti dei blu e poi, con molto ritardo, anche quelli dei rossi; per concludere i commensali gusteranno i dolci della Terra Promessa.
Con una vittoria schiacciante, per 21 voti contro 6, vincerà la brigata rossa; la brigata blu, al contrario, dovrà affrontare il Pressure Test.


Il tema del Pressure Test sarà la pasta. Lo chef Riccardo Camanini presenterà il proprio piatto stellato, che i cuochi amatoriali dovranno replicare: pasta cacio e pepe cotta in vescica di maiale. Gilberto realizzerà il piatto migliore e conquisterà la salvezza, Loretta, Federico e Alessandro affronteranno invece un secondo step.


La prova consisterà nel riprodurre un dessert a base di pasta del secondo ospite stellato: lo chef Cristoforo Trapani. A realizzare il miglior piatto di rigatoni dolci con cremoso alla mozzarella di bufala e composta di pomodoro sarà Alessandro, mentre Loretta e Federico si affronteranno in un ultimo step.


Per conquistare la salvezza dovranno replicare “lo strapazzo”, un inusuale piatto di carbonara da passeggio ideato dalla chef Barbara Agosti del ristorante Eggs di Roma. Loretta riuscirà a convincere i giudici, Federico, invece, dovrà abbandonare per sempre la speranza di diventare l’8° MasterChef italiano.

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