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Miliardi nelle cassette di sicurezza? Salvini studia una “pace fiscale”

Matteo Salvini liquida come “prive di qualsiasi fondamento le ipotesi di una patrimoniale”. Il faro si è acceso nelle ore scorse in seguito alla presentazione, durante la puntata di Porta a Porta, di un nuovo piano fiscale che coinvolge il denaro “chiuso” nelle casse di sicurezza. Ma oggi il vicepremier leghista precisa che non ha alcuna intenzione di mettere nuove tasse sui risparmi o sui conti correnti degli italiani. “Siamo al governo per togliere, non per aggiungere tasse – precisa – l’unico ragionamento in corso riguarda una ‘pace fiscale‘ per chi volesse sanare situazioni di irregolarità relative, oltre che a Equitalia, al denaro contante”.

Dopo aver incassato il via libera del Consiglio dei ministri al decreto Sicurezza bis, Salvini guarda ai prossimi provvedimenti da portare a casa. A luglio si prepara a incassare la chiusura definitiva del Cara di Mineo (“È una buona notizia per chi, per anni, ha vissuto in zona subendo criminalità e disagi”) e già da oggi è pronto a lavorare alla riforma della giustizia e alle misure da in serire in quella che lui stesse definisce una “manovra (economica, ndr) coraggiosa”. Ma prima di tutto, appunto, la riforma della giustizia. La prossima settimana incontrerà il ministro Alfonso Bonafede. “Non voglio fare una riforma contro qualcuno – ha annunciato oggi in una intervista a Qn – al contrario, la voglio fare con i magistrati e con gli avvocati. Soprattutto, la voglio fare per gli italiani”. I contenuti non sono ancora sul tavolo, ma l’idea è di lavorare a 360 gradi per riformare tutte le storture che continuano a emergere alla luce del sole.

Nei prossimi mesi il governo gialloverde sarà impegnato soprattutto nella stesura della prossima manovra economica. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che oggi Salvini incontrerà insieme a Luigi Di Maio, deve tuttavia fare i conti con la procedura di infrazione per disavanzo eccessivo proposta dalla Commissione europea. L’esecutivo è diviso tra chi, come il premier Giuseppe Conte, vuole una finanziaria contenitiva e chi, come i due vicepremier, pensa a un pacchetto di misure per rilanciare il Paese. Una divisione che nelle ultime settimane ha creato fortissime tensioni. “Il governo è stato a rischio, non lo nego: c’erano troppi litigi, troppe discussioni, troppe divisioni – ammette lo stesso leader del Carroccio – un freno a mano costantemente tirato. Ma se si torna a lavorare come nei primi undici mesi, si va avanti. Sarà però decisiva la manovra economica d’autunno – avverte – o sarà coraggiosa, o salta tutto”.

“In Europa ci sono dieci Paesi che versano all’Unione più di quanto ricevono, e 17 che ricevono più di quello che versano – fa notare Salvini – l’Italia è fra i primi. Versiamo ogni anno sei miliardi in più di quello che riceviamo”. Per il leader del Carroccio è “assurdo” che all’Italia venga inflitta una multa di tre miliardi: “È come se io mi iscrivo a un circolo, pago la quota, e non mi fanno entrare perché sono brutto sporco e cattivo e non ho fatto bene i compiti. E poi: la Germania sfora più di noi, la Francia sfora più di noi…”. Anche perché, come ricorda lo stesso vicepremier leghista, il debito italiano è stato “accumulato” proprio “rispettando le direttive” dell’Unione europea. “È chiaro che quello che ci chiedono di fare non funziona – conclude – ecco perché vedo, nella procedura d’infrazione, un intento punitivo. E io non ci sto, ad accettare che l’Italia sia punita”.

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