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Ministro Fedeli: “Basta caricare di compiti gli studenti in alternanza”

Ministro Fedeli: “Basta caricare di compiti gli studenti in alternanza”

Il vanto più grande? Aver dato stabilità alle cattedre
Come aver dato stabilità alla didattica: “Aver creato tutte le condizioni amministrative per far iniziare l’anno scolastico 2017/2018 con tutti i docenti in classe. Non avere il cambio degli insegnanti a ottobre, novembre, dicembre – sottolinea – è per me motivo di vanto. I direttori regionali e i presidi hanno fatto un lavoro h24, nonostante le difficoltà negli organici”. Ma è su l’intera attuazione della ‘Buona Scuola’ che la Fedeli pone l’accento, sugli otto decreti approvati lo scorso anno: “Hanno rimesso in asse le nostre istituzioni scolastiche con l’Europa. Un insieme di scelte che cambiano il volto qualitativo dell’Italia”.

L’alternanza scuola-lavoro
Ma gli studenti sono più interessati alle cose che li riguardano da vicino tutti i giorni. Come l’alternanza scuola-lavoro. “L’Alternanza scuola-lavoro curricolare – ricorda Fedeli – è una delle innovazioni didattiche più importanti. Ma è evidente che vada accompagnata nella sua attuazione. Nei licei, ad esempio, è un elemento di novità. Con gli Stati Generali abbiamo perciò chiamato a responsabilità tutti i soggetti coinvolti nel percorso, a partire dalle aziende”.

Troppi compiti per i ragazzi in alternanza
Rimane però in piedi un altro nodo: come conciliare gli stage con il carico di studio che molti docenti continua a dare ai ragazzi mentre sono lontani da scuola. Su questo la ministra è netta: “I docenti non possono mostrare un atteggiamento di ostilità. Non si possono caricare gli studenti di compiti a casa quando stanno svolgendo i tirocini. In molti c’è ancora la tendenza a considerare che le ore di alternanza non facciano parte del percorso formativo. Ci deve essere un equilibrio, una programmazione. Bisogna tenerne conto”.

La maturità 2018. E quella che verrà
Immancabile un accenno alla maturità 2018. Ma la Fedeli non si lascia sfuggire nessuna indiscrezione, limitandosi solo a tranquillizzare i maturandi con la frase diventata ormai hashtag ufficiale degli esami degli ultimi anni: “No panic. Ora che si conoscono le materie, basterà studiare. Nei prossimi mesi il Miur accompagnerà tutti gli studenti con attività mirate”. Fisica: perché ancora una volta esclusa dagli scritti? “Non c’erano tutte le condizioni per proporla all’esame”. E la maturità del futuro? “Accompagneremo gli studenti sin dall’inizio dell’anno. Visto che nel 2019 l’esame di maturità cambia bisogna informarli in tempo”.

La lotta al cyberbullismo inizia a funzionare
Un giudizio anche sul cyberbullismo: “Con le nuove leggi non è più rubricato come una bravata da ragazzo ma è affrontato con una serie di strumenti ad hoc. A partire dal tutoraggio all’interno delle scuole. Anche i ragazzi, però, hanno iniziato a capire che non bisogna vergognarsi di essere vittima di episodi del genere. Sta cambiando il clima: dire che si sta subendo un atto di bullismo e denunciarlo è sempre più visto come un atto di forza. A vergognarsi deve essere chi lo commette”.

Cittadinanza attiva arma contro l’odio
Un discorso a cui si collega quello sulla cittadinanza attiva: “Il Piano di educazione al rispetto è stata una mia precisa scelta. Per attuare l’articolo 3 della Costituzione. Per avviare un percorso di educazione alla cittadinanza, al rispetto delle differenze. Tre importanti linee guida – contro la violenza sulle donne, contro il cyberbullismo, contro le parole d’odio – messe in mano ai docenti

Verso le elezioni del 4 marzo
Infine un appello per invitare i giovani ad andare a votare: “Il diritto al voto – ribadisce la Fedeli – è fondamentale perché, se non vai a votare, significa che non vuoi contare nella tua vita e nella vita degli altri. Attraverso il voto si può costruire la società che si vorrebbe vedere. Altrimenti non cambia nulla e non credo che i giovani non volgiano cambiare il mondo. Votando e partecipando ci si ritaglia uno spazio per tentare di realizzare anche i propri sogni”.

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