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Montoro, ultimi botti elettorali con l’annuncio shock di Bianchino

24 maggio 2019

La nota di Montoro Democratica

Ieri sera la lista “Montoro Democratica”, a sostegno di Mario Bianchino sindaco, ha ricevuto un vero e proprio bagno di folla da parte della cittadinanza, in special modo alla frazione Borgo, dove erano presenti centinaia e centinaia di persone pronte ad ascoltare i diversi interventi.

Il momento clou della serata è arrivato con un annuncio alquanto singolare da parte del sindaco uscente. Ricordati gli inizi del suo percorso da amministratore pubblico, datati 1995, è arrivata la rivelazione: “Ebbene, poiché nella vita c’è sempre, scusatemi per l’emozione, un momento in cui per una serie di ragioni bisogna fermarsi, questa è l’ultima competizione che io faccio, è l’ultimo abbraccio che ho con voi, con questa gente meravigliosa, con questo popolo”.

Con queste parole, Bianchino ha di fatto affermato la sua intenzione di ritirarsi dalla scena politica, in caso di elezione, una volta terminato il mandato. Ad ascoltare tali parole, la popolazione risponde con applausi scroscianti nei confronti di una figura prominente, che ha profondamente segnato la storia della città di Montoro. Nel corso degli appuntamenti, lunga attenzione è stata poi dedicata, da Elena De Piano, alla politica fiscale condotta dall’amministrazione nel corso dell’ultimo quinquennio.

La già assessora si è soffermata sul gravoso lavoro affrontato nelle fasi iniziali del mandato. Basti pensare che l’ufficio tributi nella parte settentrionale della città era quasi inesistente, in quanto era stato esternalizzato di fatto. Per tale ragione, si è creata una task force con gli uffici competenti, che hanno curato comunque la regia di tali operazioni, uniti ai professionisti esterni già presenti a Montoro Nord, selezionati in quanto già conoscitori di parte del territorio, così rendendo il lavoro più agevole.

Tale squadra ha subito affrontato la fase emergenziale, tesa a omogeneizzare le procedure e a creare una banca dati, al fine di possedere un quadro completo sulla contribuzione locale. A suo dire, ciò ha portato alla sistemazione e alla bonifica della banca dati e al recupero della riscossione in maniera certosina, non in base a posizioni individuali, dunque avviando il recupero di crediti, mai sollecitati prima.

Una volta superate tali fasi, poi, è partito il lavoro per la progressiva riduzione del carico fiscale. Ora che si è davvero agli sgoccioli della competizione elettorale, a ogni modo, lo scontro si alza sempre di più. A tal riguardo, Gennaro Ricciardelli ha scagliato delle invettive assai dure nei confronti dei candidati rivali. Il già assessore ha iniziato a sbeffeggiare il suo collega antagonista ancora in carica, dicendo che nulla ci si può aspettare da una persona
che non ricorda il proprio nome, vive “nella città di San Bartolomeo” e parla di “vasche laminate”. In più, ha rivelato alcuni retroscena sulle riunioni di Giunta Comunale, precisamente venivano annotati i titoli delle delibere, di cui mettere a conoscenza i soggetti a cui doveva riferire e dare conto.

Invece, ha definito Francesco De Giovanni “il più bugiardo tra i bugiardi” rispondendo poi alle sue critiche sulla cementificazione selvaggia, ha replicato che l’unica è stata la sua. In più – ha aggiunto – non ha neanche costruito per le necessità, ad esempio, se un centro sociale o un’altra struttura simile fosse stata edificata a Montoro Nord, non si sarebbe rivelato necessario spostare gli alunni della scuola primaria di Torchiati e della scuola materna di San Pietro in una frazione come Piano.

Sul famigerato “bancarellaro”, infine, ha asserito che questi fosse sempre tesserato con il PD, ma avesse “altre tessere” sotto falso nome allo stesso tempo. Dunque, a detta di Bianchino, tali figure rappresenterebbero i maggiori pilastri portanti della coalizione antagonista. Sempre sulle critiche ai pilastri della compagine rivale, Bianchino ha poi svelato qualche chicca in più sul cosiddetto “incompatibile”. Sul tema, ha detto: “…l’attribuzione di una posizione organizzativa data dal sindaco del Comune il ventotto di dicembre del 2018 e che dal primo di gennaio del 2019 dura fino al trenta giugno di quest’anno comporta l’incompatibilità”. Dunque, costui non potrebbe affatto sedersi sugli scranni del Consiglio Comunale – a detta di Bianchino.

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