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Regioni.it - n. 3300 del 12-01-2018 - Tabacco: serve una politica ...

Regioni.it – n. 3300 del 12-01-2018 – Tabacco: serve una politica …

(Regioni.it 3300 – 12/01/2018) La Conferenza delle Regioni, nella riunione dell’11 gennaio ha approvato un ordine del giorno, con il quale si chiede di mettere urgentemente in atto una politica fiscale finalizzata a sostenere la filiera tabacchicola sulla base di un criterio di civiltà giuridica, pianificazione e prevedibilità nel settore dei tabacchi. E’ necessario, secondo quanto sottolineato nell’ordine del giorno,  sottrarre imprevedibilità e discrezionalità al comparto per pianificare investimenti di medio e lungo termine che garantiscano maggiore redditività ai coltivatori, più entrate per i territori e lo Stato, oltre a una più elevata capacità per le manifatture di prevedere nuovi investimenti.
il testo del documento delle Regioni – che si riporta di seguito – è stato consegnato al governo nel corso della Conferenza Stato-Regioni dell’11 gennaio ed è stato pubblicato suil portale www.regioni.it , sezione “Conferenze”.
Ordine del giorno sulle problematiche relative alla politica fiscale del settore tabacchicolo
Premesso che:
– sono forti le preoccupazioni dei produttori di tabacco, principalmente concentrati in Veneto, Umbria, Campania e Toscana, in particolare per quanto concerne le prospettive di sostenibilità di questa rilevante coltivazione;
– oggi, più che mai, il comparto tabacchicolo è sottoposto a sfide e a una pressione senza precedenti. Le condizioni di mercato interno, oltre al rapido mutare del contesto di riferimento, rischiano, infatti, di compromettere nel medio termine la sostenibilità di una coltivazione che è motivo di orgoglio, di ricchezza e di occupazione per molti operatori;
– il tema della sostenibilità è comune all’intera filiera tabacchicola perché riguarda innanzitutto -ma non soltanto- i coltivatori, le cui istanze devono essere prese nella massima considerazione per un trattamento economico adeguato, ma la redditività è anche un aspetto vitale che attiene alla profittabilità dell’intero settore e alla capacità di tutti gli attori di stare sul mercato;
Considerato che:
– le prossime scadenze europee, sommate a un volatile mercato mondiale delle commodities, fanno sì che sia diventata quanto mai urgente un’ampia riflessione sulle prospettive del settore in Italia e nelle Regioni maggiormente interessate per numero di operatori e per qualità di tabacco coltivato;
– è di comune interesse per la filiera il perimetro delle regole fiscali che quindi merita la massima attenzione;
– è emblematico ciò che è accaduto l’anno scorso nel settore dei tabacchi: il Governo italiano ha dovuto, su pressione della Commissione europea, approvare una mini-manovra di correzione dei conti pubblici per riportare il rapporto tra Deficit e PIL ai livelli concordati con Bruxelles. Tra i provvedimenti assunti vi è stato un forte inasprimento della fiscalità sul tabacco;
– ciò che ha colpito particolarmente il settore, al di là del merito e del contenuto, è come un cambiamento così radicale delle regole fiscali sia stato deciso a metà anno, quando cioè le manifatture del tabacco hanno già comunicato ai loro azionisti la previsione di chiusura dei conti per l’anno in corso e quello successivo;
– l’imprevedibilità e la discrezionalità sono state massime nei mesi scorsi e tali problematiche rischiano di ripetersi anche in futuro. L’incertezza ha messo seriamente in pericolo la capacità delle manifatture di pianificare i rispettivi investimenti per l’acquisto di tabacco italiano;
– è necessario mettere urgentemente in campo l’immagine e gli strumenti di una pianificazione delle regole di medio – lungo termine al fine di rafforzare la competitività dell’Italia, della filiera tabacchicola e dei territori maggiormente vocati a questa nobile coltivazione, ossia un “calendario fiscale” in grado di offrire agli operatori la certezza che le tasse -e più in generale, alcune regole fondamentali- non muteranno, oppure, qualora venissero modificate, il percorso dovrà essere condiviso e rapportabile comunque a parametri oggettivi;
– il caso tedesco nel settore dei tabacchi è rappresentativo: ogni anno, entro una data concordata, gli operatori vengono convocati dal Governo, il quale solitamente intende inasprire la fiscalità negli anni successivi, ma di un parametro certo e prevedibile. In questo caso è l’inflazione programmata a essere il riferimento di crescita del peso del fisco sulle sigarette per i prossimi 3 – 5 anni. Conseguentemente il Governo sa quanto incasserà in più e le aziende sanno quanto andranno a pagare in più e in questo modo potranno pianificare le loro strategie, ma soprattutto i loro investimenti -anche occupazionali- nel Paese;
Impegna il Governo:
– a mettere urgentemente in atto, sulla base di quanto sopra premesso e considerato, una politica fiscale finalizzata a sostenere la filiera tabacchicola sulla base di un criterio di civiltà giuridica, pianificazione e prevedibilità nel settore dei tabacchi, in modo da sottrarre imprevedibilità e discrezionalità al comparto per pianificare investimenti di medio – lungo termine che garantiscano maggiore redditività ai coltivatori, più entrate per i territori e lo Stato, oltre a una più elevata capacità per le manifatture di prevedere nuovi investimenti.
Roma, 11 gennaio 2018

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