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Riforma fiscale, partiti quasi tutti critici

Tranne il PLR, le forze politiche in Parlamento sono poco convinte del pacchetto presentato dal Consiglio di Stato

Giù l’imposta sull’utile dal 9% al 5,5% e -4 punti di moltiplicatore d’imposta di qui al 2025. Questo per un costo totale di 150 milioni suddivisi tra Cantone e comuni, in cambio 30 milioni saranno destinati in un altro messaggio per scuola e socialità. È la cosiddetta quadratura del cerchio sul secondo pacchetto della riforma fiscale trovata dal Governo e approvata anche da Manuele Bertoli, critico sulla parte fiscale. Un compromesso che fuori dal Palazzo amministrativo convince poco, a partire dallo stesso PS, già diviso sulla prima riforma

“Indipendentemente dalla fiscalità, bisognerà comunque portare avanti una politica sociale, la politica scolastica è stata ferma per troppo tempo” commenta il capogruppo PS Ivo Durisch ai microfoni di TeleTicino. “Riteniamo che le cose debbano essere suddivise e dal nostro punto di vista la riforma fiscale è troppo incisiva e non raggiungerà i suoi obiettivi: le ditte internazionali stanno comunque partendo”. Su una possibile divisione del PS, Durisch non si pronuncia. “Ne discuteremo. Sicuramente avremo opinioni divergenti, si arriverà a una sintesi”.

E se ieri MPS e Forum Alternativo hanno già annunciato referendum, cosa ne pensa l’altro gruppo di sinistra in Parlamento? “Si propongono sgravi a pioggia ad aziende non legate a nessun criterio qualitativo” sottolinea Nicola Schönenberger dei Verdi. “E anche sgravi fiscali a persone fisiche che premieranno le grandi fortune a scapito di un ceto medio sempre più dissanguato”.

Per ragioni in parte opposte, i toni non si placano neanche a destra, con la Lega dei ticinesi che in un comunicato parla di “riformetta senza coraggio”. Il movimento si sarebbe atteso “una riforma fiscale degna di questo nome, in prima linea a sostegno del ceto medio e delle persone singole, accompagnata da concrete misure di risparmio”.

Più pacato, il commento del capogruppo PPD Maurizio Agustoni, per cui comunque “dal punto di vista fiscale il pacchetto non è molto ambizioso. Occorre chiaramente del tempo per valutare tutto l’insieme, specie le misure sociali. Daremo il nostro via libera solo se tutte le fasce della popolazione ne beneficeranno”.

Sembra dunque che l’unico partito di governo a rallegrarsi del tutto sia il PLR. “L’accordo politico raggiunto unanimemente dal Governo mostra un atteggiamento positivo del riuscire ad andare oltre al singolo tema ponendo delle chiare priorità di intervento” ha scritto ieri in un comunicato il capogruppo Alex Farinelli.  

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino

 

 

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