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Riforma pensioni in Parlamento: gli emendamenti che cambiano il decreto

Il dibattito sulla riforma delle pensioni non si ferma all’approvazione del decreto legge 4/2019: dal 19 al 21 febbraio, infatti, ci sarà la discussione nelle aule parlamentari per la conversione in legge, con la possibile approvazione di diversi emendamenti che andranno a modificare il testo originale.

Attualmente il testo del decreto legge che modifica il sistema previdenziale italiano con l’introduzione di Quota 100 è in esame presso l’11ᵃ Commissione del Senato (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) dove il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per martedì 12 febbraio.

Con l’esame in Parlamento, quindi, il testo del decreto potrebbe subire diverse modifiche; pensate, ad esempio, che per il Decreto Semplificazioni sono state approvate oltre 67 pagine di emendamenti.

Per questo motivo sarà molto importante tenere sotto osservazione l’andamento dei lavori parlamentari per la conversione in legge del decreto che riforma le pensioni ed introduce il reddito di cittadinanza; d’altronde, questa sarà l’occasione per affrontare quelle problematiche – come ad esempio gli ultimi esodati della Legge Fornero – dimenticate dal decreto 4/2019.

Riforma delle pensioni: cosa potrebbe cambiare con la conversione in legge

Con il passaggio al Senato della riforma delle pensioni ci potrebbe essere l’approvazione di quella “nona salvaguardia” volta a tutelare gli ultimi esodati della Legge Fornero.

Come anticipato da Il Sole 24 Ore, infatti, sembra che da parte della maggioranza ci sia l’intenzione di favorire l’accesso alle opzioni per il pensionamento anticipato – quali ad esempio Quota 100, Opzione Donna e Ape Sociale – a coloro che hanno perso il lavoro prima del 31 dicembre 2011 e che attualmente sono disoccupati.

Non sono chiari i numeri di questa misura, ma molto probabilmente potranno accedervi la maggior parte degli ultimi 6.000 esodati lasciati in “eredità” dalla Legge Fornero.

Sempre il Governo sta poi valutando la possibilità – già anticipata da Salvini – di aumentare la soglia prevista per l’anticipo TFS per gli Statali, alzandola a 40.000€ o 45.000€ (attualmente il decreto ne prevede 30.000€). Con l’occasione bisognerà fare chiarezza sui beneficiari di questa misura: come rilevato dal Servizio Bilancio del Senato, bisogna capire se l’agevolazione spetta a tutti i dipendenti pubblici o solamente ai “contrattualizzati”.

Ci sono poi altri emendamenti, come quelli che verranno presentati dal PD che – per ovvie ragioni politiche – difficilmente avranno un seguito. Per dovere di informazione ne riportiamo alcuni, svelati dal senatore Dem Tommaso Nannicini: si va dalla richiesta di bloccare l’adeguamento con le aspettative di vita anche per la pensione di vecchiaia all’aumento delle categorie delle mansioni gravose, fino alla richiesta di rendere strutturali Ape Sociale e Ape Volontario.

Più tutele per invalidi e disabili

Gli altri grandi esclusi dal decreto 4/2019 sono senza dubbio i disabili e gli invalidi poiché – salvo delle piccole eccezioni – nel testo della riforma delle pensioni e del reddito di cittadinanza non ci sono grandi interventi in loro favore.

A tal proposito l’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) – nel corso di un’audizione avuta davanti all’11ᵃ Commissione del Senato – hanno chiesto una maggior tutela delle persone con disabilità e per le loro famiglie, partendo dall’aumento delle pensioni di invalidità civile. Allo stesso tempo, ma qui rientriamo nell’ambito del reddito di cittadinanza, si chiede di favorire l’avvio al lavoro e la partecipazione a progetti per l’inclusione sociale anche ai soggetti affetti da disabilità.

Da parte della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), invece, vi è la richiesta di estendere anche ai nuclei composti da anziani Over 67 e disabili la possibilità di richiedere la pensione di cittadinanza.

Queste, almeno per il momento, sono le prime indiscrezioni circolate in merito agli emendamenti che verranno presi in esame ai fini della conversione in legge del decreto 4/2019; per maggiori approfondimenti – e per restare aggiornati non appena ci saranno notizie più chiare in merito – vi consigliamo di continuare a seguirci.

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