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Start2Impact: fare impresa digitale, a scuola | La nuvola del lavoro

Start2Impact: fare impresa digitale, a scuola | La nuvola del lavoro

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di Silvia Pagliuca

Secondo la Commissione Europea entro 3 anni il 90% dei lavori richiederà competenze digitali. Ma oggi, i talenti digital sono ancora pochi. Anzi, pochissimi. Per questo, Gherardo Liguori, 28 anni, Luca Carabetta, 26 anni, e Virginia Tosti, 30 anni, hanno pensato di risolvere il problema alla base: tra i banchi di scuola.

«Facciamo social innovation, ovvero incontriamo i ragazzi delle scuole e li aiutiamo a pensare al digitale come occasione professionale fornendo loro gli strumenti utili per valorizzare competenze che spesso possiedono già, ma di cui non sono consapevoli» – spiega Gherardo Liguori.

Lui è l’esempio tangibile di cosa si possa fare con il digitale: «Mi sono laureato in Giurisprudenza, ma non ne ero pienamente convinto. Così, una volta terminata l’Università, mi sono inventato un lavoro diverso – racconta – e sono diventato “responsabile comunicazione online di personaggi famosi�».

Una scommessa vinta, visto che a 25 anni Gherardo ha cominciato a insegnare, a 26 anni è stato inserito tra i migliori professionisti della comunicazione politica e a 28 ha dato vita alla nuova avventura: Start2impact volta a favorire l’incontro tra giovani e imprese in campo digitale. Un percorso intrapreso con Virginia, laureata in Ingegneria Energetica con Master in Growth Hacking e Luca, a sua volta laureato in Ingegneria Energetica, Innovation Project Manager di fabbricadigitale e Consigliere sull’industria 4.0 in Parlamento.

«Abbiamo iniziato con un tour nelle scuole d’Italia, a partire da Ceccano: in un mese abbiamo incontrato 1.500 studenti, il 90% di loro non aveva mai approfondito temi legati alle professioni digitali, dimostrando come la strada da percorrere sia ancora molto lunga» – spiega Gherardo. Durante gli incontri, gli startupper hanno fatto riflettere gli studenti su alcune case histories, danno loro accesso gratuito a contenuti esclusivi e spingendoli a confrontarsi con alcuni casi concreti. I migliori, poi, sono stati inseriti in un percorso di alternanza scuola lavoro con le aziende.

La prima azienda a partecipare al progetto è stata la Gelateria Fatamorgana che aveva bisogno di comunicare con la Generazione X. I ragazzi hanno presentato una doppia strategia rivelatasi vincente, ideando un nuovo gusto dedicato ai maturandi (“La pozione dello studente�) e lanciando un web contest per spingere gli utenti a indovinare gli ingredienti utilizzati.

Idee grazie alle quali l’azienda in due settimane ha aumentato interazioni e visibilità su Facebook, con +105% di interazioni sulla pagina e +1.883% di nuovi clienti raggiunti dai post. «Un successo che dimostra le straordinarie capacità dei nostri ragazzi e l’efficacia di questo metodo che nei prossimi mesi potenzieremo ulteriormente con l’introduzione di un e-book e con la creazione di due corsi di formazione ad hoc» – chiarisce il founder.

E intanto si attende settembre, quando arriverà a conclusione il bando promosso da Axa Italia per premiare startup che migliorano la vita delle persone. Concorso in cui Start2impact è arrivati tra gli 8 finalisti su 300 partecipanti iniziali. In palio un finanziamento dal 50 mila euro che potrebbe dare un impulso importante al progetto fino ad ora totalmente autofinanziato dai tre ragazzi.

Inoltre, per ogni esperienza di alternanza scuola – lavoro attivata, verranno pubblicate online le recensioni, così che possa aumentare la reputazione online dello studente rispetto alle competenze acquisite e, al tempo stesso, l’azienda possa ampliare il proprio employer brand.

«Oggi nessuno raccoglie e rende pubbliche le recensioni obbligatorie che studenti e aziende devono farsi reciprocamente e l’alternanza è spesso valutata come una perdita di tempo dalle aziende, motivo per cui non funziona. A tutto questo aggiungiamo che non esiste ancora in Italia un corso di laurea sul digitale ed ecco perchà avvertiamo così forte la voglia di cambiare le cose» – ribadisce Gherardo.

Per quanto, infatti, secondo un’indagine lanciata sul loro portale, il 30% dei giovani dica ancora di vedersi nel futuro come avvocato, medico o architetto, il 22% sa per certo che «da grande» diventerà un programmatore, un social media manager o un UX designer.

twitter@silviapagliuca

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