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Telecomunicazioni, piccolo è bello – Borsa Italiana

Un mercato da 32 miliardi di euro di ricavi, quello delle telecomunicazioni in Italia. E si sale a 54, oltre il 3% del Pil nazionale, se si includono media e servizi postali. E il fisso è il segmento che cresce di più, grazie agli investimenti infrastrutturali negli ultimi anni (7 miliardi il valore con una crescita dell’1,6%). Questi sono i dati principali che emergono dalla relazione di Agcom, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, realizzata nel 2018.

Oltre alle note multinazionali che dominano il settore, il mercato è molto variegato tanto che sempre più piccole e medie aziende si stanno ritagliando spazio. Si tratta perlopiù di società partite con pochi mezzi, che hanno pensato da subito in grande, conquistando negli anni clienti importanti arrivando, in alcuni caso, anche alla quotazione in Borsa. È il caso, ad esempio, della bresciana Intred, specializzata in servizi di connettività, e l’orvietana Vetrya, che si occupa di soluzioni di cloud computing. Insomma, ogni tanto anche i piccoli riescono a tenere testa ai grandi.

Intred nasce in una taverna

Una delle ultime realtà a fare il proprio ingresso in Piazza Affari, lo scorso 18 luglio, è stata Intred che ha scelto di quotarsi sul segmento AIM Italia dedicato alle Pmi. Un risultato straordinario per un’azienda nata poco più di 20 anni fa, nel 1996, nella taverna di casa di Daniele Peli, che ha il proprio core business nei servizi di connettività e ha iniziato la propria attività offrendo un collegamento alla Rete più veloce e vantaggioso per le aziende della zona (tra i 20 e i 100 megabyte al secondo). Una strategia che si è rivelata vincente, portando Intred a sottoscrivere 18mila contratti e ad allargare il team, che oggi può contare sull’apporto di 50 persone. Il piatto forte resta il comparto business, settore che origina il 65% del fatturato. L’ingresso in Borsa servirà a due scopi: far conoscere il brand per andare a caccia di clienti a Milano, e investire fortemente nella fibra ottica con un’infrastruttura proprietaria (un investimento tra i 20 e i 25 milioni di euro).

La Silicon Valley di Orvieto

Se Intred è un’azienda in grande crescita, c’è un’altra realtà del settore che ha raggiunto una discreta maturità, tanto che può vantare un campus da 7mila metri quadri, con palestre e campi da tennis in perfetto stile Silicon Valley. È Vetrya, azienda di Orvieto specializzata nell’offerta di piattaforme cloud, soprattutto per la distribuzione e la gestione dei contenuti video sulla Rete, che offre servizi anche nel campo della gestione dei big data, dell’Internet of Things (IoT), della sicurezza informatica e della finanza tecnologica. La sua storia è legata al nome di Luca Tomassini, ex Telecom che un giorno ha deciso di lasciare il suo lavoro presso il celebre operatore di telecomunicazioni per dare vita, insieme alla moglie, a un piccolo gioiello che vanta oggi collaborazioni con media company e istituti bancari in Italia e nel mondo (tra gli altri, RCS, Generali, Unicredit, Mondadori). Oltre alla sede di Orvieto, Vetrya ha filiali a Palo Alto, New York e a Kuala Lumpur, nelle quali dà lavoro a oltre 100 dipendenti. Nel 2016 la sua crescita è stata premiata con la quotazione in Borsa, segmento AIM, che dà ancora più lustro ai risultati di un’azienda che oggi fattura 28 milioni di euro e ottiene riconoscimenti, come il prestigioso Best Workplace for Innovation, “per l’attenzione nel disegnare strategie e pratiche che favoriscono l’innovazione”.  

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