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TRUMP: DATEVI UNA CALMATA! | icebergfinanza

Se uno va a rileggersi l’ultimo manoscritto dedicato ai sostenitori di Machiavelli, tra le righe  si legge, che Trump probabilmente diventerà l’ultimo baluardo contro il rialzo dei tassi, contro la solita frenesia della Federal Reserve.

E puntuale venne il giorno di Donald, caro Powell, lo sai che io non voglio intromettermi nella politica monetaria, quando ti ho messo in quel posticino, ti avevo raccomandato di non esagerare, ma vedo che hai la memoria corta, mi raccomando, ci sono le elezioni dietro l’angolo, vedi di non esagerare, diversamente, in molti hanno rassegnato le dimissioni o sono stati mandati a casa durante il mio mandato…

Trump says the Fed is moving too fast with interest rate increases https://t.co/Xh3G35B2eI

— Bloomberg (@business) October 9, 2018

(ANSA) – NEW YORK, 9 OTT – Donald Trump torna a criticare la Fed. ”Non mi piace quello che sta facendo, non penso ci sia bisogno di andare cosi’ veloci sui tassi. Non abbiamo un problema di inflazione”, ha affermato il presidente americano, tornando ad attaccare la Fed per la sua politica di rialzi graduali dei tassi di interesse. Trump precisa di non aver parlato con il presidente della Fed, Jerome Powell, di tassi di interesse. Il presidente afferma di capire che la Fed sta facendo quello che ritiene giusto, ma ”non mi piace quello che sta facendo”. E questo perchè la Fed non si trova ad affrontare un problema di inflazione e quindi non ha bisogno di procedere così in fretta con i rialzi dei tassi.

Chissà, forse le sue aziende che sono tra le più indebitate, hanno qualche problemino di rifinanziamento, forse si sono indebitate troppo in questi anni, chissà.

Nulla di particolare, loro continueranno ad accelerare dritti contro un muro, l’inflazione ormai fa parte delle loro ossessioni, ma non c’è fretta, la storia non ha alcuna fretta.

https://twitter.com/icebergfinanza/status/1049888532154732546

Citando la mancanza di inflazione, Trump pensa che la Fed stia alzando i tassi di interesse troppo velocemente. E su questo incredibilmente con noi sfonda una porta aperta, l’inflazione ormai è il tema preferito da quasi dieci anni degli ignoranti che non conoscono la storia di una deflazione da debito.

Il giochino dei rialzo dei tassi, insieme a quello del dollaro sta procurando parecchi pensieri al Fondo monetario internazionale, ma in fondo si tratta di dettagli in mezzo ad una santabarbara…

IMF warns some emerging-market countries could face ‘severely adverse’ capital outflows https://t.co/70OcciQiGt

MarketWatch (@MarketWatch) October 10, 2018

… dietro l’angolo c’è un revival della crisi del 2015 in arrivo.

Here’s why traders think the Chinese yuan could reach a record low against the dollar https://t.co/2dE9lAS07f

MarketWatch (@MarketWatch) October 9, 2018

Nel frattempo, in Italia, mentre Deustche Bank sta sempre più affondando, diretta, spedita verso il suo tragico destino, media isterici, ogni giorno spingono sull’immaginario collettivo con il solito spread, economisti intellettualmente disonesti dipingono tragedie per qualche punto di deficit e dormivano mentre Padoan tirava fuori dal debito pubblico 20 miliardi per salvare due banche criminali o Monti sperperava miliardi per liquidare contratti derivati a Morgan Stanley e Deutsche Bank.

Corte dei conti, Bankitalia Istat e amenità varie, dove erano in questi anni mentre il debito pubblico esplodeva, tutti zitti dietro al caudillo di turno, intenti a farsi aumentare gli stipendi.

Cari amici, questa è una crisi antropologica, la menzogna è l’arma quotidiana, privatizzare i profitti e socializzare il debito, ma questa volta pare proprio che gli italiani l’abbiano capito, vista l’onda impressionante con la quale stanno spazzando via le vecchie ricette.

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